Ast di Macerata rescinde il contratto con il primario di Cardiologia di Camerino

L'Ast di Macerata ha deciso di recedere dal contratto con Alfredo Mazza, primario della Cardiologia ad indirizzo riabilitativo dell'ospedale di Camerino, dopo un periodo di prova negativo. Il collegio tecnico ha confermato la valutazione negativa, sciogliendo il contratto dal primo luglio.

Ast di Macerata rescinde il contratto con il primario di Cardiologia di Camerino

Ast di Macerata rescinde il contratto con il primario di Cardiologia di Camerino

Non ha superato con esito positivo il periodo di prova in relazione all’incarico di direttore di struttura complessa che gli è stato conferito lo scorso dicembre. Così l’Ast di Macerata ha deciso di recedere dal contratto che aveva stipulato con lo stesso professionista. La determina che porta la firma della direttrice, Daniela Corsi, ovviamente, per motivi di privacy, non contiene il nome dell’interessato, ma gli stessi obbligati riferimenti burocratici lasciano pochi dubbi sul fatto che si tratti di Alfredo Mazza, primario della Cardiologia ad indirizzo riabilitativo dell’ospedale di Camerino.

Mazza era il primo della graduatoria che comprendeva sei specialisti e, dunque, era stato chiamato a coprire un posto vuoto da tempo, sottoscrivendo il contratto lo scorso 19 dicembre. La legge prevede che l’incarico di direttore di struttura complessa (cioè primario) è soggetto a conferma al termine di un periodo di prova di sei mesi, prorogabile di altri sei, a decorrere dalla data di nomina. La prassi seguita dall’Ast di Macerata per la valutazione prevede che, entro l’ultimo mese del semestre, il direttore in prova predisponga una relazione inerente all’attività svolta e i risultati della stessa. Il direttore del Dipartimento a cui fa capo, poi, effettua la valutazione di prima istanza che viene trasmessa al direttore generale dell’azienda, che procede alla verifica di seconda istanza. Se l’esito è positivo, il direttore generale conferma l’incarico; se negativo viene avviata una procedura di verifica da parte del ’collegio tecnico’: in tal caso il periodo di prova può essere prorogato per il tempo necessario ad espletare la verifica e, comunque, per una durata non superiore a sei mesi.

Mazza (il periodo di prova scade il 30 giugno) ha regolarmente trasmesso la sua relazione lo scorso 23 maggio al direttore del Dipartimento che, dopo averla esaminata, ha anche acquisito negli uffici e nelle strutture competenti ogni possibile elemento utile per una valutazione corretta e approfondita. L’esito, però, è stato negativo. Di conseguenza, il 12 giugno la direttrice dell’Ast, con una nota trasmessa anche all’interessato per l’eventuale esercizio della facoltà di produrre le proprie controdeduzioni scritte o richiesta di essere ascoltato in contraddittorio, ha avviato la verifica di seconda istanza, nominando il collegio tecnico. Questo si è riunito il 20 giugno, ha valutato la documentazione e ha ascoltato il dottor Mazza (che ha prodotto una nuova relazione) in contraddittorio. Il giudizio però, sia nel merito che nel metodo, non è cambiato: confermata la valutazione negativa di prima istanza. Di qui la decisione di sciogliere il contratto dal primo luglio (ultimo giorno di lavoro il 30 giugno). Il dottor Mazza, per ora, preferisce non commentare.

Franco Veroli