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17 giu 2022

Ato 3, i sindaci lanciano l’allarme "Rischiamo il commissariamento"

Bravi: gestore unico entro il 2025 o l’acqua finirà in mano ai privati. E Pugnaloni dice no a Gentilucci

17 giu 2022
franco veroli
Cronaca

di Franco Veroli

"Sì, in effetti la convocazione urgente è suonata un po’ strana, tanto che sia noi che altri Comuni abbiamo subito chiesto il rinvio della seduta. Più che la scelta del nuovo presidente, però, la cosa più importante è arrivare al gestore unico entro il 2025. Non abbiamo più molto tempo. Se non raggiungeremo questo obiettivo, l’Ato 3 sarà commissariato, ci sarà la gara per l’affidamento e la nostra acqua finirà nelle mani di qualche grande azienda nazionale o estera". Antonio Bravi, sindaco di Recanati, ha le idee molto chiare sul futuro dell’Ato 3. "Credo – sottolinea – che sia il centrodestra che il centrosinistra dovrebbero avere questo obiettivo comune, cioè arrivare al gestore unico, su cui si potrebbe costruire una candidatura unitaria per scegliere il nuovo presidente. È questa la sola cosa da fare, altrimenti da qui a tre anni perdiamo la gestione del servizio idrico". Secondo Bravi, se il centrodestra scegliesse di imporre un candidato non farebbe un buon servizio alla causa: per riuscire ad arrivare al gestore unico, meglio un presidente che goda del più ampio consenso, piuttosto che uno scelto da una sola parte dell’assemblea. "Ritengo sia utile che i due gestori più importanti, Astea e Apm, comincino a ragionare sul processo di aggregazione per arrivare al gestore unico che, sia detto per inciso, è quello che avrà l’affidamento del servizio – aggiunge –, e questo significa che le gestioni attuali potrebbero mantenere un ruolo, configurandosi come articolazioni territoriali dello stesso". Bravi evidenzia che le norme a cui si riferisce risalgono almeno al 2015. "Allora avevamo tempo, adesso ne resta davvero poco per scongiurare che la gestione dell’acqua del Maceratese finisca nelle mani di soggetti estranei alla nostra realtà". Concetto su cui si sofferma anche Simone Pugnaloni, sindaco di Osimo. "La sfida dell’Ato 3 di Macerata – sottolinea – è il rinnovo dell’affidamento in house del servizio idrico integrato. Il futuro presidente dovrà compiere un percorso che conduca a un gestore unico che garantisca il mantenimento dei servizi a oggi affidati alle società già concessionarie. Un diverso affidamento in house non è possibile, perché il nuovo gestore dovrebbe rifondere i vecchi gestori con indennizzi milionari. Su questi obiettivi le principali società in attività stanno già ragionando su come unirsi". Detto questo, Pugnaloni esprime netta contrarietà alla candidatura di Alessandro Gentilucci. "Non può rappresentare la sintesi – dice –, perché è in plateale conflitto di interessi, visto che siede nel board del parco dei Sibillini, l’ente che concede nulla osta per più di mille litri al secondo a grandi multinazionali che operano nell’idroelettrico lungo il fiume Nera, ma si oppone a una maggiore captazione per i Comuni, soci pubblici dell’acquedotto del Nera, che chiedono di passare dagli attuali 200 a 300 o 350 litri al secondo per fare arrivare l’acqua pura del Nera dalla montagna al mare". "È assurdo che un parco conceda nulla osta a chi fa utili milionari per i propri azionisti – aggiunge il sindaco di Osimo – e si opponga invece a fare arrivare acqua pura nei rubinetti di centinaia di migliaia di cittadini appartenenti alla comunità dell’acquedotto del Nera, fondato quarant’anni fa. Non contano destra o sinistra, conta il fatto che da decenni i cittadini pagano in bolletta il contributo per avere l’acqua dal Nera che, però, non ricevono".

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