Aumento Tari del 15%, Cgil e Cisl denunciano "assenza di visione strategica" nella nostra provincia

La mancata programmazione politica porta all'aumento della Tari del 15%: una stangata inaccettabile per i cittadini di una provincia virtuosa nella raccolta differenziata.

Aumento Tari del 15%, Cgil e Cisl denunciano "assenza di visione strategica" nella nostra provincia

Aumento Tari del 15%, Cgil e Cisl denunciano "assenza di visione strategica" nella nostra provincia

"L’assenza di visione strategica e l’incapacità decisionale presentano il conto: cittadini, lavoratori, pensionati e disoccupati della nostra provincia dovranno subire un aumento della Tari del 15%. Un aumento che si abbatte su redditi già colpiti da sisma e pandemia e falcidiati da un’inflazione fuori controllo". È dura la presa di posizione di Daniele Principi (foto) e Rocco Gravina, segretari provinciali della Cgil e della Cisl, insieme ad Andrea Coppari dell Fp Cgil e Claudio Giuliani della Fit Cisl, sulla decisione dei soci di Cosmari Srl di chiedere all’Ata un adeguamento al rialzo della tassa sui rifiuti negli anni 2024 e 2025. "Se alcune delle problematiche rilevate (aumento costi materie prime e tassi di interesse, incendio impianto Tmb) non erano effettivamente preventivabili – scrivono i sindacalisti – questo non può certo essere affermato riguardo all’annosa questione discarica. La mancata individuazione di un nuovo sito, a seguito del previsto esaurimento di quello di Cingoli, è frutto di oltre dieci anni di assenza di programmazione politica partita dalla vecchia amministrazione provinciale e proseguita con la nuova". La (non) soluzione trovata nel conferire lo smaltimento dei rifiuti a Fermo e Pesaro in attesa dell’ulteriore ampliamento del sito di Cingoli farà impennare i costi e produrrà anche un problema di inquinamento, senza contare che il trasporto su mezzi pesanti può impattare negativamente sulla sicurezza stradale e sui lavoratori. "Campanilismi e inefficienza della classe politica (aggravata dalla circostanza per cui gran parte dei Comuni, oltre che Provincia e Regione, sono ormai governati dalla stessa maggioranza politica), hanno impedito qualsiasi decisione e si tradurranno nell’ennesima stangata per i cittadini, in una provincia da sempre virtuosa nella raccolta differenziata". Una "situazione inaccettabile le cui responsabilità sono chiarissime".