Cronaca"Badanti: non c’è nessuna stangata"

"Badanti: non c’è nessuna stangata"

Bravi della Cgil: l’adeguamento delle retribuzioni è dovuto, le famiglie andavano aiutate a sostenere la spesa

"Badanti: non c’è nessuna stangata"
"Badanti: non c’è nessuna stangata"

di Franco Veroli

"È chiaro che per le famiglie c’è un aumento dei costi. Ma l’adeguamento delle retribuzioni all’inflazione per i lavoratori domestici è dovuto. Il problema vero è che le stesse famiglie sono già state messe in difficoltà dal mancato rinnovo dei contratti nazionali e dal mancato adeguamento delle pensioni, che avrebbero aumentato il loro reddito e ridotto l’impatto sul loro bilancio". Angelica Bravi (nella foto), fresca di rielezione a segretaria provinciale della Filcams Cgil, commenta in questo modo l’aggiornamento dei minimi retributivi e dei valori convenzionali di vitto e alloggio applicati agli assistenti familiari in rapporto al costo della vita rilevato dall’Istat al 30 novembre 2022. Un fatto molto importante, che nella nostra provincia riguarda oltre 5mila famiglie, molte delle quali con una badante che assiste persone anziane. "Non c’è, però, nessuna stangata. E’ del tutto falso, come detto da qualcuno, che l’adeguamento comporterà costi aggiuntivi di 2mila euro al mese", sottolinea la Bravi. "Stiamo parlando di lavoro povero – prosegue - con un importo medio annuo delle retribuzioni che in oltre il 75% dei casi non supera i 10mila euro e in oltre il 56% si ferma a meno di 7mila euro. Questo significa che, mediamente, una badante convivente, presente 24 ore su 24, percepisce una retribuzione media mensile tra i 900 e i 1.1001.150 euro lordi. L’adeguamento potrà raggiungere i 100 euro mensili. Ma stiamo parlando del massimo, visto che l’aumento è riferito al tipo di mansione e alle ore lavorate a settimana. Badante convivente a parte, le retribuzioni sono più basse e, con esse, l’incremento previsto".

Quello dei lavoratori domestici, infatti, è un mondo molto variegato. E’ chiaro che, in prima battuta, si pensa alle badanti, anche perché in provincia ci sono circa 12mila persone non autosufficienti, ma ci sono molte altre figure. Intanto, anche quando si parla di badante ci sono distinzioni da fare, visto che possono lavorare per un monte ore molto diverso, essere conviventi oppure no. E, poi, in questa categoria rientrano anche colf, baby sitter, giardinieri, ecc. "Il problema vero – evidenzia la segretaria della Filcams - è un altro: almeno un lavoratore domestico su due è irregolare. E il rischio è che, se non si provvede a sostenere le famiglie, i lavoratori in nero aumentino considerevolmente. Oppure che si faccia ricorso in modo massiccio ai voucher". I numeri dicono che, specie per le bandanti che assistono gli anziani, solo il 25% della spesa e dei servizi viene coperta dalle istituzioni, mentre il 75% si scarica sulle famiglie. "Contrapporre lavoratori domestici e famiglie, dunque, oltre che sbagliato, è fuorviante. Vanno rispettati i diritti dei lavoratori e, nello stesso tempo, sostenute le famiglie, specie quelle che devono far fronte ai costi più alti", conclude la Bravi.

Intanto, per lunedì prossimo è previsto a Roma un nuovo incontro tra le parti sociali per discutere della questione. Senza un accordo, martedì scatterà l’aumento automatico delle retribuzioni.