Bianconi e Costa (Calavita)
Bianconi e Costa (Calavita)

Macerata, 7 dicembre 2017 - Oggi c’è anche chi si dichiara nullatenente. Ma fino a qualche anno fa, quando erano ai vertici della vecchia Banca Marche, non si può dire che il loro incarico non fosse adeguatamente remunerato. Le cifre arrivavano fino a 200mila euro lordi l’anno e sono riportate nel documento di sintesi sulle politiche di remunerazione e incentivazione per gli amministratori, dopo essere state decise dall’assemblea dei soci del 27 aprile 2012, quando erano stati fissati i compensi lordi annui degli amministratori per il triennio 2012-2014.

Sabato, nell’ambito di un’azione di responsabilità avviata l’anno scorso dall’amministratore straordinario di Medioleasing, il tribunale civile di Ancona ha disposto il sequestro conservativo dei beni di Giuseppe Barchiesi (ex dg), Michele Ambrosini (ex presidente cda), Tonino Perini (consigliere di amministrazione), Lauro Costa (presidente del cda e successivamente consigliere), Massimo Bianconi e Claudio Dell’Aquila (membri cda), fino a una concorrenza di 15 milioni di euro. Ma alcuni di loro, tra cui il maceratese Costa, risulterebbero nullatenenti.

Ecco le cifre che percepivano quando erano al vertice della banca: presidente 200mila euro lordi l’anno; vicepresidenti 100mila euro lordi l’anno ciascuno; componenti del comitato esecutivo (esclusi presidente e vicepresidenti), un «organo ristretto» del cda 70mila euro lordi l’anno ciascuno; consiglieri di amministrazione (esclusi presidente, vicepresidenti e membri del comitato esecutivo) 50mila euro lordi l’anno ciascuno (nel precedente triennio erano 40mila euro). In più era prevista una «medaglia di presenza» di 250 euro per tutti gli amministratori che partecipavano alle riunioni del consiglio di amministrazione e del comitato esecutivo. Nel caso le riunioni dei due organi si fossero svolte nella stessa giornata, era prevista, però, una sola medaglia. La stessa assemblea dei soci del 27 aprile 2012, aveva anche stanziato 100mila euro l’anno di cui il consiglio poteva disporre per remunerare in via aggiuntiva gli amministratori che avessero fatto parte di comitati specialistici interni al consiglio, se costituiti.

Per quanto riguarda il collegio sindacale, invece, erano previsti 100mila euro lordi l’anno per il presidente, 70mila euro lordi l’anno per i sindaci, più «medaglie di presenza» e rimborsi spese come per gli altri amministratori. L’ultimo cda prima del commissariamento, era composto da Lauro Costa (presidente), Giuliano Bianchi, Francesco Cesarini, Giuseppe Grassano, Michele Ambrosini, Pietro Alessandrini, Emanuela Scavolini, Federico Valentini, Federico Tardioli, Roberto Civalleri, Alfredo Checchetto. Il collegio sindacale era composto da Pietro Paccapelo, Alberto Landi, Massimo Felicissimo.