Banca Marche
Banca Marche

Macerata, 23 giugno 2018 - Le obbligazioni della Banca Marche avevano fatto perdere oltre 100 mila euro a un medico, dopo il crac dell’istituto. Ora però il collegio arbitrale dell’Autorità nazionale anticorruzione ha riconosciuto le sue ragioni, disponendo subito la restituzione di metà della somma investita, da parte del Fondo interbancario di tutela dei depositi. Il medico maceratese nel 1994 aveva fatto un contratto per il deposito di titoli con la banca, ma la sua scheda cliente non era stata compilata in merito al tipo di investimenti adeguati e agli obiettivi. Nel giugno del 2007, la banca gli propose l’acquisto delle sue obbligazioni subordinate: il medico investì 107mila euro su quei titoli. Poi le note vicende hanno reso quell’investimento carta straccia.

Il maceratese si è rivolto allora all’avvocato Barbara Arzilli, che ha presentato un ricorso al collegio arbitrale istituito presso il garante anticorruzione, a Roma, e il caso è finito all’esame di Raffaele Cantone, del professor Marco Sepe, nominato dal ministero per l’Economia, e da Giuseppe Salmè, supplente nominato dal presidente del consiglio dei ministri. La controparte, chiamata a rimborsare l’investimento, era il fondo interbancario di tutela dei depositi, quale gestore del fondo di solidarietà. Nel procedimento, l’avvocato Arzilli ha documentato le violazioni degli obblighi di diligenza, correttezza e trasparenza. In particolare, al maceratese non era stata fatta firmare una comunicazione, nella quale si diceva che quei titoli erano a rischio, per conflitto di interesse tra chi li emetteva e chi li collocava (sempre Banca Marche), perché il titolo non era quotato e l’operazione non era adeguata per dimensione.

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Il cliente non era stato informato dei rischi legati alle obbligazioni subordinate, e non erano state acquisite le informazioni sulle caratteristiche dell’investitore. Inoltre, l’avvocato ha fatto presente che nel 2007 la banca già sapeva di poter essere a rischio di insolvenza. Il collegio arbitrale ha riconosciuto tutte le ragioni del medico, ordinando al fondo di risarcirlo con metà della somma investita. L’avvocato Arzilli però farà appello contro questa decisione, per ottenere il totale risarcimento della somma investita e persa dal maceratese.