PAOLA PAGNANELLI
Cronaca

Macerata, il bodybuilder rimane ai domiciliari: "Senza soldi, ho commesso l’errore"

Udienza di convalida: per Zagaglia, trovato con quattro etti di cocaina, il pm aveva chiesto il carcere

Il bodybuilder di Porto Recanati arrestato, Riccardo Zagaglia

Il bodybuilder di Porto Recanati arrestato, Riccardo Zagaglia

Porto Recanati (Macerata), 30 giugno 2023 – “Non avevo più soldi, ecco perché ho commesso questo errore". Così ieri mattina in tribunale a Macerata si è difeso Riccardo Zagaglia, il body builder e personal trainer portorecanatese, arrestato lunedì mattina dai carabinieri del Nas di Ancona. Per ora, l’uomo resterà ai domiciliari. I militari lo avevano prima controllato in palestra a Osimo, poi a casa sua. E qui, nel frigorifero della cucina, in camera e in bagno, avevano trovato 410 grammi di cocaina e cento milligrammi di nandrolone, considerato anche questo sostanza stupefacente, e poi decine di confezioni di farmaci anabolizzanti e dopanti, alcune prive dell’autorizzazione all’immissione in commercio. Per questo il personal trainer era stato accusato di spaccio, commercio di farmaci senza autorizzazione, ricettazione di anabolizzanti di provenienza illecita, e commercio di sostanze per alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Su disposizione della procura, era stato messo agli arresti domiciliari e ieri mattina per lui, in tribunale a Macerata, si è tenuta l’udienza di convalida. Difeso dall’avvocato Simone Santoro, Zagaglia ha spiegato di aver avuto diverse difficoltà economiche, legate da un lato alle richieste di mantenimento avanzate dalla ex moglie, dall’altro dalla riduzione della sua attività sportiva: non riuscendo più a mantenersi come personal trainer ed essendo uscito ormai dal circuito dei body builder professionisti, aveva dovuto anche vendere la palestra che aveva a Osimo per tirare avanti. In queste condizioni difficili, avrebbe ricevuto una proposta da un suo conoscente, che gli avrebbe messo a disposizione i quattro etti di cocaina da spacciare. E lui avrebbe accettato, per tirare avanti. I soldi in contanti trovati a casa e nella sua auto, circa diecimila euro, sarebbero quanto rimasto della vendita della palestra, che lui avrebbe ritirato dal conto corrente. Dopo le sue dichiarazioni, il pm Rita Barbieri ha chiesto la misura cautelare in carcere per il portorecanatese. Alla richiesta si è opposto il difensore. Alla fine, il giudice per le indagini preliminari Claudio Bonifazi ha ritenuto sufficiente la misura degli arresti domiciliari, in attesa di chiarire la vicenda. Sulle confezioni varie di farmaci, il portorecanatese conta di poter dimostrare di non aver commesso alcun reato.