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11 mag 2022

Caldaroni a Roma: "Serve un fermo pesca d’emergenza"

Il leader dei pescatori in missione al ministero "Pronti a bloccare i porti se il governo non ci aiuta"

mario pacetti
Cronaca

zCIVITANOVA

di Mario Pacetti

È stato interlocutorio – né poteva essere altrimenti – l’incontro di ieri pomeriggio a Roma tra Francesco Caldaroni, leader dei pescatori italiani, e il capodipartimento della pesca, Francesco Saverio Abate. C’erano anche due dirigenti delle Regioni Marche e Abruzzo, in rappresentanza dei rispettivi presidenti, e Francesco Scodella, il presidente degli armatori pescaresi. Caldaroni e Scodella hanno chiesto, per alleviare la crisi provocata dal rincaro dei prezzi dei prodotti energetici che ha pressoché azzerato i ricavi, l’istituzione di un fermo pesca facoltativo, d’emergenza, in aggiunta a quello (obbligatorio) che è osservato in estate. "Non so se ci daranno una mano in questo senso – ha detto Caldaroni –, ma un tentativo da parte nostra è doveroso. Il mio partito, Fratelli d’Italia, si è impegnato nel sensibilizzare il sottosegretario". Caldaroni, resta confermato lo stop della pesca a partire da lunedì 23 maggio, così come deliberato dall’assemblea di Pescara nel caso il governo non prendesse iniziative nel frattempo?

"Certamente. Anche i colleghi di Chioggia, assenti in Abruzzo, hanno dichiarato che sposeranno la nostra linea. Non si sa ancora che cosa faranno i toscani e i liguri. Staremo a vedere. Sono comunque fiducioso che, se non tutti, remeremo almeno quasi tutti dalla stessa parte". Due mesi fa la serrata fu "soft", tutto sommato. Sarà così anche stavolta, eventualmente?

"Non credo – ha detto Caldaroni –. Allora decidemmo di interrompere il lavoro per una sola settimana, senza arrecare troppi disagi. Stavolta, l’idea è quella di fermare le barche a tempo indeterminato. O magari per sempre, se il nostro diritto al lavoro non sarà salvaguardato. Non escludo si possa arrivare al blocco dei porti, come facemmo, a più riprese, nel passato".

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