LORENZO MONACHESI
Cronaca

Calzolaio, dalla politica alla scrittura: "Libri, saggi e articoli di giornale. Conservo ancora tutti i miei pezzi"

Parlamentare per quattro legislature e sottosegretario, è in libreria da qualche settimana con "Angolature noir"

Calzolaio, dalla politica alla scrittura: "Libri, saggi e articoli di giornale. Conservo ancora tutti i miei pezzi"

Calzolaio, dalla politica alla scrittura: "Libri, saggi e articoli di giornale. Conservo ancora tutti i miei pezzi"

"Ai libri dedico sempre tantissimo tempo, lo stesso di quanto studiavo". È la dichiarazione d’amore di Valerio Calzolaio, parlamentare per quattro legislature, giornalista e scrittore. "Amo leggere, in particolare – aggiunge – saggi di storia, scienze e i gialli".

Calzolaio, quali sono gli autori che hanno segnato il suo mondo di lettore?

"Giacomo Leopardi, Antonio Gramsci le cui "Lettere dal carcere" sono oramai un classico, Charles Darwin che appena laureatosi è partito per un viaggio di cinque anni, il giallista Ed McBain che ha scritto dei capolavori".

Quanto tempo dedica alla scrittura?

"Ho iniziato a collaborare con il Carlino quando avevo 16 anni, ricordo che avevo un contratto mensile di 50mila lire. Da allora ho sempre scritto per giornali e riviste e conservo ancora tutti i miei articoli. Ricordo alcune figure importanti di quei tempi come Giancarlo Liuti, Mario Battistini, Ugo Bellesi, Alfredo Mattei".

Ricorda un articolo di quell’esperienza?

"Nel 1974 intervistai i titolari di 250 attività come bar e artigiani del centro, ho fatto un sondaggio sulla pedonalizzazione e il 50% era favorevole".

È vero che leggere è fondamentale per scrivere meglio?

"Assolutamente sì. Occorre avere la capacità di comunicare in modo efficace senza però correre il rischio, in questo tempo caratterizzato dai social, di essere superficiali, occorre riflettere un po’ prima di scrivere, rileggere quanto scritto. A me non interessa tanto un’impressione immediata che potrebbe rivelarsi prematura, magari a volte sarebbe utilizzare un avverbio come "forse"".

Le è capitato di parlare di letteratura con qualche collega quando è stato deputato?

"In quel mondo si legge meno di altri, non lo dico né come critica né come difetto, a volte non si ha proprio il tempo, io cercavo di cogliere ogni occasione di viaggio in treno o in aereo per farlo. Ai tempi di parlamentare si parlava più che altro con i colleghi delle impressioni ricavate dai film".

Quanto ha inciso nella sua attività di scrittore l’esperienza di sottosegretario al ministero dell’Ambiente 1996-2001 e come consulente Onu-Unccd (la convenzione per combattere la desertificazione dei paesi con problemi di siccità) nel 2002 e dal 2006 al 2009?

"Ho scritto tanti libri e saggi toccando argomenti come l’inquinamento elettromagnetico, acustico, sulle politiche ambientali. Sì, quelle esperienze hanno influito e ho cercato di comunicarle. Durante la mia ultima legislatura abbiamo provato a raccogliere quanto scritto e vennero fuori otto faldoni di articoli, è la testimonianza che ho sempre scritto molto".

Da un lato c’è un autore impegnato che scrive e approfondisce temi sul carcere e sulle migrazioni, uno studioso di Diritto costituzionale che ha insegnato all’ateneo dal 1990 al 1992 poi c’è quello appassionato di noir: come coesistono questi mondi all’apparenza distanti?

"Per fare politica occorre leggere tanti saggi, essere informati. La letteratura di fiction era uno sfogo. La svolta è arrivata quando la mia vita ha cambiato direzione. Nel 2010 ho presentato in 70 città italiane il libro sugli Ecoprofughi, diventato un piccolo classico. E poi ho affrontato il tema delle migrazioni, delle isole carceri".

E poi c’è anche il libro Angolature noir.

"È un invito alla lettura nonché una raccolta di saggi scritti ogni settimana per Bo Live (magazine dell’ateneo di Padova)".

Perché il giallo è considerato un genere popolare sebbene ci siano grandi autori, penso ad esempio a Simenon?

"In parte viene scelto perché vende tanto e perché si pensa che sia facile da scrivere. Con il crime si pensa di avere in testa un filo della storia, ma in realtà non è affatto semplice toccare tutti i registri emotivi".

Qual è l’autore che ha portato una grossa novità nel genere?

"Dipende dalle epoche. Qualcuno fa risalire il crime a Caino e Abele. Ci sono stati alcuni che hanno avuto una capacità di innovazione come Aghata Cristie che ha inventato quasi tutto sulle trame del giallo con meccanismi matematici legati a poche persone".

Si sente spesso che un determinato libro è un capolavoro, ma qual è l’elemento indispensabile che deve avere?

"Deve coinvolgere il lettore nei diversi registri emotivi. Negli ultimi anni c’è Don Winslow che ne ha scritti e in Italia c’è De Cataldo con Romanzo criminale".