Un traffico di camion dalla ex fornace Smorlesi a Valle Cascia di Montecassiano, per portare via i macchinari. Lo segnala Maurizio Maccioni, presidente del comitato "Voce libera Montecassiano", che sta cercando di tenere alta l’attenzione sul sito per sollecitare la bonifica dell’amianto dalle coperture dei capannoni. "Da giorni sono sono in atto nella ex fornace continui movimenti di...

Un traffico di camion dalla ex fornace Smorlesi a Valle Cascia di Montecassiano, per portare via i macchinari. Lo segnala Maurizio Maccioni, presidente del comitato "Voce libera Montecassiano", che sta cercando di tenere alta l’attenzione sul sito per sollecitare la bonifica dell’amianto dalle coperture dei capannoni. "Da giorni sono sono in atto nella ex fornace continui movimenti di autotreni che portano gru e muletti. Sembra di essere tornati ai tempi in cui la Smorlesi svolgeva la sua attività lavorativa. C’è però un particolare non da poco conto: adesso non partono mattoni, bensì macchinari per la produzione degli stessi ceduti all’asta dal tribunale. Ora sorge un dubbio: con il controvalore di tutte queste cessioni di attrezzature avvenute in passato e in questo periodo, non sarebbe possibile destinare parte del ricavato per tutelare la salute pubblica? Sono anni che i residenti della frazione di Valle Cascia devono convivere con il rischio legato al cattivo stato delle coperture in eternit, con la paura che le polveri di amianto provochino danni alla loro salute. Quando qualcuno si ammalerà di asbetosi o ancor peggio di mesotelioma pleurico, dove saranno i responsabili? A subire danni alla salute saranno inevitabilmente i residenti di Valle Cascia, e non coloro che hanno la possibilità di decidere in proposito alla messa in sicurezza dell’ex fornace". Il comitato sta tentando tutte le strade affinché, dopo ordinanze, disposizioni, controlli e sanzioni, finalmente sia bonificata la zona della ex fornace, da tempo abbandonata, e in condizioni ancora peggiori dopo le nevicate dell’inverno 2012. Alcune coperture dei capannoni crollarono, altre rimasero comunque danneggiate, e dato che sono in amianto questo fa temere che alcune particelle possano disperdersi nell’aria. La situazione è nota a tutti gli enti, ma finora i cittadini non hanno potuto vedere nulla di concreto messo in atto a tutela della incolumità.

Paola Pagnanelli