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9 mag 2019

Cannabis light Macerata, chiusi due negozi. Il questore: "Sostanza illegale"

Sigilli a due shop a Civitanova. Il questore: "La cannabis legale non esiste e il limite di thc di 0,5 è ingannevole"

9 mag 2019
gaia gennaretti
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Uno dei due negozi di Civitanova di cannabis light chiusi dal questore
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Uno dei due negozi di Civitanova di cannabis light chiusi dal questore

Civitanova Marche, 9 maggio 2019 - Chiusi due negozi di cannabis light. Prosegue la battaglia del questore di Macerata, Antonio Pignataro, contro la proliferazione dei negozi specializzati nella vendita di prodotti a base di cannabis leggera. Questa mattina sono state due le attività commerciali chiuse a Civitanova e i titolari sono stati denunciati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli esercizi infatti vendevano prodotti alimentari a base di cannabis e tra questi infiorescenze, resine ed oli estratti dalla stessa pianta commercializzati o, comunque, pubblicizzati quali sostanze lecite e di libero acquisto. Una risposta, quella di Pignataro, ai tanti genitori preoccupati per i loro figli che sempre più spesso si rivolgono a questi negozi.

"La legge per la promozione della coltivazione e della filiera agroindustriale della canapa - spiega il questore Pignataro - non ha fatto altro che generare confusione: infatti è prassi che il limite oltre il quale ritenere le preparazioni delle cannabis atte a produrre effetti psicotropi e stupefacenti sia fissato allo 0,5 per cento di Thc. Un dato elaborato negli anni Ottanta calcolato su uno spinello del peso complessivo di un grammo che però non ha alcuna motivazione scientifica né riferimento normativo e, soprattutto, risulta ingannevole".

"La legge - ha aggiunto il numero uno della Questura - non ha mai previsto come finalità la commercializzazione delle infiorescenze per il consumo umano e anche il Consiglio Superiore di Sanità ha manifestato parere contrario alla commercializzazione di queste sostanze". Più nello specifico, uno dei due cannabis shop in questione non risulta aver mai comunicato al Comune di Civitanova l’intenzione di vendere medicinali di origine vegetale a base di cannabis, che peraltro non sono nemmeno pertinenti con la tipologia merceologica, né di aver mai cambiato la propria denominazione commerciale. "I prodotti venduti con Thc - conclude il questore Pignataro - potevano essere reperibili solo in farmacie presentando ricetta medica e il titolare non risulta avere alcuna autorizzazione alla vendita di medicinali né titolo professionale di farmacista".
 

 

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