Cannabis (immagine di repertorio)
Cannabis (immagine di repertorio)

Macerata, 1 febbraio 2019 - Cannabis light, la Cassazione annulla il sequestro preventivo a carico di un 28enne di Civitanova: non va considerata ai fini giuridici sostanza stupefacente soggetta alla legge sulle droghe. Punto. Ma il questore di Macerata Antonio Pignataro annuncia che non cambierà nulla: «La battaglia continua, andiamo avanti». Più che battaglia, è guerra aperta sui negozi con prodotti di canapa, che la polizia sta passando al setaccio per verificare che le infiorescenze vendute siano in regola. Secondo il questore, vendere la sostanza che poi viene fumata, con qualsiasi livello di Thc, è illegale.

Ma con la sentenza di ieri la Cassazione ha annullato senza rinvio il sequestro disposto dal Riesame di Macerata nei confronti del 28enne, che aveva messo in commercio appunto le infiorescenze di cannabis: la vendita della cannabis light e l’uso dei prodotti con essa realizzati e messi in commercio sono leciti, per questo i negozi come quello del giovane non possono essere sottoposti a sequestri preventivi. La squadra mobile aveva perquisito due attività a Macerata e una ad Ancona, ottenendo il decreto di sequestro preventivo per cessione reiterata dei prodotti.

I provvedimenti adottati dalla polizia erano stati gli stessi che per i pusher tradizionali: il 28enne era stato denunciato per spaccio, e per un anconetano era scattato l’arresto. La sostanza era stata considerata droga vera. Ma la Corte ha stabilito che «la liceità della vendita delle inflorescenze con percentuale di Thc entro lo 0,6% è un corollario logico-giuridico della liceità della coltivazione, permessa e promossa dalla legge 242 del 2016. Non va, quindi, considerata sostanza stupefacente soggetta alla legge sulle droghe».

Soddisfatto l’avvocato Carlo Alberto Zaina, difensore del 28enne civitanovese: «Il negozio è stato chiuso una quindicina di giorni, poi ha ripreso l’attività. Adesso questura e procura di Macerata non possono far finta di niente». «Stiamo lavorando per tutelare le giovani generazioni – è la risposta di Pignataro –. Questa è una pronuncia su un singolo fatto, è un atto singolo. Noi applichiamo la legge,che impone il rispetto delle norme e di contestare tutto ciò che c’è da contestare. Quindi non cambia niente, andiamo avanti, come prima. Anche oggi (ieri, ndr) una mamma è venuta nel mio ufficio a chiedere aiuto per tutelare il proprio figlio, dopo aver saputo che lui è andato fuori provincia a comprare la cannabis light nei negozietti. Continueremo a controllare e a far chiudere questi negozi. Va sempre tenuto presente che, secondo studi scientifici, la cannabis è il male del futuro, e continuerà a esserlo se non si mette un argine. È illegale con qualsiasi livello di Thc».