Matteo Salvini e, a destra, il questore Pignataro (foto De Marco)
Matteo Salvini e, a destra, il questore Pignataro (foto De Marco)

Macerata, 10 maggio 2019 - «Sto solo applicando la legge che vieta la vendita di stupefacenti». Antonio Pignataro, questore di Macerata, non vuol sentire parlare di cannabis light, leggera, o legalizzata: in poco meno di un anno ha fatto chiudere 8 negozi, sequestrando centinaia di articoli che contenevano il tetraidrocannabinolo, Thc, il principio attivo che produce gli effetti droganti.

Come è nata questa battaglia a Macerata?
«Dopo che tante mamme mi hanno chiesto aiuto, raccontandomi che i figli ormai fumavano spinelli anche in casa dicendo che non c’era nulla di illegale perché quelle sostanze si vendevano liberamente. Quando sono arrivato a Macerata c’era una preoccupazione generale sul fronte dello spaccio e della tossicodipendenza, dopo l’omicidio di Pamela Mastropietro, la sparatoria di Traini, le indagini sui nigeriani».

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Poi?
«C’è stato un confronto col procuratore capo Giovanni Giorgio, che in modo audace ha deciso di partire coi sequestri preventivi. Le analisi hanno fatto scoprire che queste infiorescenze avevano una percentuale di Thc fino a 0,70 o anche 0,80% al grammo».

C’è una percentuale di principio attivo al di sotto della quale la vendita sarebbe lecita?
«No, con qualsiasi percentuale di Thc la cannabis è sostanza stupefacente, e ne è vietata la vendita. Solo i pazienti iscritti in uno speciale registro, con la ricetta irripetibile, possono acquistare prodotti con la cannabis in farmacia. Per altro, abbiamo accertato che alcuni malati preferivano comprare le infiorescenze nei cannabis shop, per far prima anche se si spende un po’ di più, e anche questo conferma che l’effetto stupefacente non è affatto light».

Eppure ci sono sentenze discordanti su questi prodotti.
«La confusione nasce dalla legge del 2016 sulla coltivazione della canapa: è lecito usare la canapa per molteplici prodotti, ma non è mai stata prevista la commercializzazione delle tali infiorescenze per il consumo umano. Finché è in vigore la legge 309 del ‘90 sugli stupefacenti, i prodotti con il Thc non si possono vendere. L’Italia è stata la culla del diritto, legalizzare di fatto qualcosa che è vietato di diritto è assurdo. Una cosa gravissima anche perché ragazzi comprano la marijuana light, la fumano e se vengono fermati dalla polizia stradale vengono denunciati e subiscono il ritiro della patente».

Il 30 maggio le sezioni unite della Cassazione si pronunceranno su questa materia, per una interpretazione omogenea della norma. Cosa si aspetta?
«Oggi gli studi recenti concordano nel ritenere che la cannabis produce gravi danni alla salute, e dalle comunità arriva sempre l’avvertimento: lo spinello è l’anticamera di eroina e cocaina. Ho fatto il mio dovere, ho messo la mia passione per difendere i ragazzi, ho applicato la legge. Ma accoglierò qualsiasi decisione con senso dello Stato».