Macerata 4 settembre 2018 - Cinquanta falsi terremotati avrebbero preso il contributo previsto per chi ha perso la casa, senza averne diritto. Li hanno scoperti e denunciati i carabinieri, dopo aver avviato una serie di accertamenti su questo fronte.

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I militari di Macerata, Tolentino e Camerino, con il coordinamento della procura di Macerata, dall’inizio del 2017 hanno controllato alcune pratiche sospette, basate su autocertificazioni e perizie di inagibilità di consulenti di parte. Per capire se davvero una famiglia aveva diritto al Cas, il contributo di autonoma sistemazione previsto per chi ha avuto la casa di residenza lesionata, i carabinieri hanno cercato una serie di riscontri: servizi di osservazione, rilevazione dei consumi di elettricità e acqua, i dati Inps sulle attività lavorative, i dati Ania sulle assicurazioni per le auto, i certificati sanitari dei medici di famiglia o delle prestazioni specialistiche, e anche l’analisi del traffico telefonico. Tutti questi elementi hanno permesso di capire chi davvero, prima del sisma, abitava nella casa danneggiata, e chi invece aveva solo una residenza formale, ma di fatto stava sempre da tutt’altra parte.

Così a Tolentino, Urbisaglia, Colmurano, Cingoli e Pieve Torina sono state individuate 50 persone, che avrebbero riscosso in maniera illegittima in tutto 300mila euro. Ora sono state denunciate per falso ideologico e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato. Sono state comminate sanzioni per oltre 17mila euro, l’erogazione del Cas è stata bloccata e sono stati recuperati 23.100 euro, con i decreti di sequestro preventivo per equivalente.