Il caso delle mense scolastiche: "Niente rinnovo per nove cuochi, gestione pubblica smantellata"

Ricotta (Pd) critica la scelta di non prorogare i contratti con scadenza alla fine di giugno. "Si lascia tutto ai privati: calano gli stipendi dei lavoratori, ma il Comune non risparmia"

Una cuoca al lavoro (foto d’archivio)

Una cuoca al lavoro (foto d’archivio)

Macerata, 22 giugno 2024 – “L’amministrazione Parcaroli ha intenzione di smantellare definitivamente la gestione pubblica delle mense scolastiche". Lo denuncia Narciso Ricotta, capogruppo del Partito democratico in consiglio comunale, dopo che l’amministrazione ha manifestato l’intenzione di "non prorogare il contratto di lavoro di nove cuochi comunali assunti a tempo determinato con scadenza a fine giugno: l’intenzione è di sostituirli tramite l’acquisizione di manodopera mediante un appalto a privati". Secondo Ricotta, "il processo di progressiva esternalizzazione del servizio mense scolastiche è in atto da tempo, già ora le funzioni del cosiddetto scodellamento (apparecchiare e sparecchiare i tavoli nonché sporzionare e servire i pasti) sono affidati a due ditte che, invece di personale comunale, impiegano propri dipendenti e il numero dei cuochi comunali (a tempo pieno e part time) è stato drasticamente ridotto lasciandogli, soltanto, la responsabilità di preparare i pasti nelle 13 mense scolastiche comunali". Ricotta è convinto che questa "esternalizzazione non ha portato vantaggi economici per il Comune che ha i costi di prima se non, addirittura, maggiori. Il servizio non ne ha guadagnato in efficienza: infatti, il personale esterno non è abilitato a preparare i pasti e, quindi, non può essere impiegato per sostituire eventuali assenze dei cuochi comunali come avveniva, invece, in precedenza. Insomma, si va verso la completa esternalizzazione del servizio. Però, non si vedono i vantaggi di questa operazione né per la casse comunali, né per l’utenza né per i nove lavoratori cui non verrà rinnovato il contratto e che, presumibilmente, verranno assunti dai privati che vinceranno l’appalto semplicemente con una retribuzione ulteriormente ridotta. Gli antichi si chiederebbero cui prodest? A chi giova tutto ciò?".