"Centro sociale a rischio sfratto: ritorsione politica?"

Il rischio di sfratto per il centro sociale Csa Sisma a causa dei lavori di ristrutturazione dell'edificio preoccupa il consigliere comunale Ninfa Contigiani, che teme possa nascondere una ritorsione politica. Contigiani sottolinea l'importanza del centro come luogo di aggregazione e difende il diritto alla libertà di pensiero e espressione.

"Centro sociale a rischio sfratto: ritorsione politica?"

"Centro sociale a rischio sfratto: ritorsione politica?"

"È una eventualità di cui si parla da tempo. Non vorrei che si colga strumentalmente l’occasione dei lavori di ristrutturazione dell’edificio per farla diventare realtà". Ninfa Contigiani, consigliere comunale del Pd, commenta in questo modo il rischio di sfratto per il centro sociale Csa Sisma, che da circa 27 anni ha in comodato d’uso un immobile di proprietà del Comune in via Alfieri (il contratto è scaduto lo scorso novembre). "È evidente – prosegue – che nel momento in cui dovessero essere avviate le procedure per realizzare le opere di ristrutturazione quegli spazi, magari temporaneamente, dovrebbero essere liberati. Ma, a parte il fatto che l’amministrazione comunale avrebbe già dovuto avviare una interlocuzione con i responsabili del Csa Sisma, c‘è un modo molto semplice per capire quali siano le reali intenzioni e motivazioni alla base dello sfratto. Se il Comune offrirà spazi alternativi, concedendo il tempo necessario per organizzarsi, allora si potrà pensare effettivamente che nulla si nasconda dietro ai lavori da realizzare. Se non lo facesse, è chiaro che lo sfratto suonerebbe come una vera e propria ritorsione politica". La Contigiani evidenzia come ci sia un’analogia con la vicenda degli spazi esterni per i due bar del centro. "Nel caso di certi provvedimenti, le persone vanno avvisate prima, se non altro affinché abbiano la possibilità di organizzarsi, offrendo altre possibilità". E aggiunge: "Il centro sociale Sisma è stato ed è un luogo di aggregazione, che svolge una funzione culturale, una delle voci del pluralismo di questa città. Si può non condividerla, ma questo non può essere motivo per farla tacere. Sarebbe la negazione di quella libertà di pensiero e di espressione che è uno dei pilastri della democrazia, come sancisce l’articolo 21 della nostra Costituzione".

f. v.