REDAZIONE MACERATA

Chance per persone con disabilità visiva

Il progetto "Vediamoci al lavoro 2" offre dieci tirocini in aziende marchigiane a persone cieche o ipovedenti, per migliorare le opportunità di inserimento lavorativo. Intesa Sanpaolo sostiene l'iniziativa, che mira a promuovere la piena occupabilità delle persone con disabilità visiva.

Chance per persone con disabilità visiva

Chance per persone con disabilità visiva

Migliorare le opportunità di inserimento lavorativo per persone disabili visive nelle Marche: è questo l’obiettivo del progetto "Vediamoci al lavoro 2". Sono stati avviati dieci tirocini in aziende marchigiane a favore di persone cieche o ipovedenti. I lavori svolti dai tirocinanti sono stati diversi: addetto all’accoglienza e al centralino, gestione pratiche amministrative e lavoro d’ufficio, intermediazione culturale, preparazione e vendita di prodotti alimentari, manutenzione del verde, cameriera. Il progetto è nato da un’idea dell’Uici Marche (Unione italiana ciechi ipovedenti) ed è stato realizzato con il contributo del Fondo di beneficenza e opere di carattere sociale e culturale di Intesa Sanpaolo. "Con l’Uici regionale da diverso tempo collaboriamo in maniera fattiva – afferma l’assessore regionale al Lavoro e alla formazione, Stefano Aguzzi (nella foto) – lo scorso anno abbiamo siglato il Protocollo d’intesa il cui obiettivo è promuovere la piena occupabilità delle persone con disabilità visiva. A breve, tramite il Programma Gol, si attiveranno tirocini extracurriculari e tirocini di inclusione sociale realizzati con servizi al lavoro privati e del terzo settore inoltre entro novembre 2023 daremo avvio al fondo regionale disabili per progetti di inserimento lavorativo assistito". "Il lavoro rappresenta per tutti un elemento indispensabile per vivere in autonomia", rimarcano Mario Barbuto, presidente dell’Uici nazionale, e Cristiano Vittori, presidente Uici Marche. "Questo – proseguono - è ancor più vero per le persone con disabilità visiva che, grazie ad un impiego, possono non solo sostenersi economicamente, ma anche uscire da quell’isolamento che spesso accompagna questa tipologia di disabilità".