FRANCO VEROLI
Cronaca

Chiese, stop dal sisma. Ci sono tredici milioni per sistemarle: "I lavori non decollano"

Staffolani, ex consigliere comunale del Pd, solleva la questione legata alla chiusura degli immobili nel 2016 dopo le scosse "Ad oggi risultano avviati solo gli interventi al Santissimo Sacramento".

Chiese, stop dal sisma. Ci sono tredici milioni per sistemarle: "I lavori non decollano"

Chiese, stop dal sisma. Ci sono tredici milioni per sistemarle: "I lavori non decollano"

"Il sisma del 2016 ha danneggiato seriamente diverse chiese nella nostra città, alcune nel centro storico, altre fuori. La loro prolungata chiusura costituisce un impoverimento religioso, culturale, artistico e turistico". È quanto denuncia Daniele Staffolani, ex consigliere comunale del Pd, evidenziando come l’ordinanza 132 del 30 dicembre 2022 dell’allora commissario per la Ricostruzione, Giovanni Legnini, abbia concesso alla Diocesi di Macerata un finanziamento di 13,2 milioni di euro per riparare 15 chiese nella città di Macerata. In centro storico la Cattedrale di San Giuliano (chiusa) per 4 milioni di euro, San Filippo Neri (chiusa) 2 milioni, Basilica della Misericordia 1,5 milioni, Santa Maria della Porta (chiusa), 750mila euro, San Liberato (chiusa) 300mila euro, San Giorgio 400mila euro, Santo Sepolcro (chiusa) 400mila euro, Santa Maria della Consolazione-piazza Mazzini (chiusa) 200mila euro. Fuori dal centro storico l’Immacolata Concezione con un milione di euro, San Michele Arcangelo (chiusa), 400mila euro, Sacro Cuore 400mila euro, Santo Stefano (chiusa) 250mila euro, Santa Maria del Monte 600mila euro, Santissimo Sacramento (chiusa, quartiere santa Lucia) 700mila euro, Santissimo Crocifisso (Villa Potenza), 300mila euro.

"Ad oggi – sottolinea Staffolani – risultano avviati i soli lavori nella chiesa del Santissimo Sacramento nel quartiere di Santa Lucia, mentre nulla è dato sapere sulla situazione delle altre chiese. Non si comprende, peraltro, con quali criteri si sia iniziato da tale chiesa: con un finanziamento simile si poteva avviare il recupero dell’antica chiesa di Santa Maria della Porta nel centro storico, sicuramente di maggior richiamo turistico".

Staffolani teme anche che, "data l’elevazione a cattedrale della Collegiata di San Giovanni, avvenuta cancellando centinaia di anni di storia in un battito di ali, il vecchio Duomo potrebbe costituire un inutile duplicato". Curiosa, poi, la vicenda della chiesa di San Filippo in corso della Repubblica, una delle più belle chiese barocche della Regione, rimasta chiusa per 15 anni dopo il terremoto del 1997 e riaperta nel Natale del 2012 per poco più di tre anni. "Probabilmente il rafforzamento sismico operato allora è stato inadeguato, visto che sono stati stanziati altri due milioni. Quanto alla chiesa delle Vergini, per i lavori di riparazione è stata stimata una spesa di tre milioni, ma ad oggi tutto è fermo, nonostante il nuovo accorato appello del parroco a inizio anno, dopo quello lanciato nel maggio 2023".

L’ex consigliere Pd, rilevando come risultino invece conclusi, iniziati o in procinto di iniziare i lavori di recupero di importanti chiese in altri comuni della Diocesi (San Nicola di Tolentino, chiesa dell’Immacolata e Collegiata di San Biagio a Pollenza, San Domenico a Recanati, etc), chiede che l’amministrazione comunale faccia sentire la sua voce, pur trattandosi di incombenze non rientranti nella sua diretta competenza. "È anche interesse del Comune – conclude – che si proceda quanto prima ai lavori di riparazione della chiese per restituire alla cittadinanza un notevole patrimonio religioso, culturale, storico e artistico, che costituisce un innegabile richiamo anche sotto il profilo turistico".