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10 mag 2022

"Chinnici, Falcone e Borsellino: eroi nazionali"

Oggi Pino Arlacchi presenta il libro "Giovanni e io". "Il loro sacrificio è stato decisivo per rendere l’Italia un Paese più democratico"

10 mag 2022
franco veroli
Cronaca
I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con Antonino Caponnetto
I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con Antonino Caponnetto
I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con Antonino Caponnetto
I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con Antonino Caponnetto
I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con Antonino Caponnetto
I magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino con Antonino Caponnetto

di Franco Veroli "I tempi sono maturi per riflettere sul significato dell’epoca di Chinnici, Falcone e Borsellino, in modo da poterle assegnare un posto nella vicenda dell’Italia contemporanea. Sono convinto che il movimento antimafia dell’ultimo ventennio del Novecento può essere considerato come la tappa finale, dopo il Risorgimento e la Resistenza, della formazione dello Stato nazionale". È quanto sostiene Pino Arlacchi nel suo ultimo libro "Giovanni e io" (Chiarelettere), che presenterà oggi pomeriggio, a partire dalle 16, nell’auditorium dell’Università. All’iniziativa, che rientra nel ciclo di seminari "Pagine di Storia", coordinati dal professor Angelo Ventrone, parteciperanno il rettore Francesco Adornato e il presidente del tribunale di Macerata, Paolo Vadalà. Docente di sociologia, ex vicesegretario generale e direttore esecutivo del programma antidroga e anticrimine dell’Onu, Pino Arlacchi è stato collaboratore e amico dei giudici Chinnici, Falcone e Borsellino. Deputato e senatore, parlamentare europeo per il Pd, è stato uno dei protagonisti della strategia antimafia italiana negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso. Durante il suo mandato all’Onu, è stato approvato il trattato mondiale contro la criminalità organizzata transnazionale. È presidente del forum internazionale di criminologia e diritto penale, un’associazione di studiosi d’eccellenza provenienti da 50 paesi. Dal 1993 fino al 2006 è poi vissuto sotto scorta. Arlacchi, come mai ha deciso di raccontare il suo rapporto con Giovanni Falcone? "Per tanto tempo sono stato impegnato a realizzare i nostri piani. Ora ho ritenuto che sia giunto il momento di venire allo scoperto, fare una riflessione su quegli anni di battaglie impossibili, ma che abbiamo vinto, inserendo la figura di Falcone e le vicende che poi lo accompagnano in una prospettiva storica". Lei considera i protagonisti nella lotta alla mafia come coloro che hanno portato a termine la formazione dello Stato nazionale, patrioti come Mazzini e Garibaldi. "Sì. Grazie all’Antimafia e a Mani Pulite, ...

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