Cinquemila euro per evitare i Cpr. Padre Maggi: "Si tradisce l’umanità"

Il biblista di Montefano contro il governo: Giuda si era accontentato di molto meno

Cinquemila euro per evitare i Cpr. Padre Maggi: "Si tradisce l’umanità"
Cinquemila euro per evitare i Cpr. Padre Maggi: "Si tradisce l’umanità"

Migranti e nuove regole, scrive sui social: "Cinquemila euro per tradire l’umanità. Giuda si era accontentato di molto meno" e riceve migliaia di like, migliaia anche le condivisioni. In moltissimi hanno voluto riprendere le parole di padre Alberto Maggi, biblista e frate del convento dei Servi di Maria di Montefano, riguardo la notizia dei quasi 5mila euro che dovranno essere versati dal richiedente asilo che non vuole essere trattenuto in un Centro per il rimpatrio fino all’esito dell’esame del suo ricorso contro il rigetto della domanda. È quanto previsto da un decreto del ministero dell’Interno pubblicato sabato, che fissa a 4.938 euro l’importo che deve garantire il migrante, per il periodo massimo di trattenimento (4 settimane), "la disponibilità di un alloggio adeguato sul territorio nazionale, della somma occorrente al rimpatrio e di mezzi di sussistenza minimi". "Vergogna – dice Padre Maggi –, con quanto ho scritto ho espresso il sentire comune di indignazione verso un provvedimento simile. Quelli che mettono questi decreti infami sono gli stessi che poi rivendicano di essere i difensori del Cattolicesimo, di quel ‘Dio Patria Famiglia’, tanto per capirci. Sono quelli che vogliono i crocifissi nelle aule. Difendono Dio? No, difendono solo i loro interessi". Ricordiamoci, prosegue padre Maggi, che anche "i sacerdoti hanno ammazzato Dio. Oggi tutta la società, in particolare la Chiesa, si deve rivoltare a queste becere figure. Come credenti ci dobbiamo indignare, non permettere l’uso scorretto del nome di Dio. È scritto ‘Ero straniero e mi avete accolto’, non ‘mi avete respinto’". Padre Maggi definisce chi emette questi decreti "persone vigliacche, che per dare un senso alla propria vigliaccheria hanno sempre bisogno di un nemico esterno. Nel tempo è cambiato l’essere ritenuto più spregevole: una volta era lo zingaro, poi l’albanese, dopo è stata la volta del romeno. E ora c’è l’immigrato africano. Trovano sempre uno che reputano spregevole, su cui concentrare il proprio odio. Un giorno – la riflessione – dovremo invece supplicare queste persone di venire qui. Pensate se non avessimo gli stranieri, che fanno i badanti, gli operai e così via con lavori che non vuole fare nessuno. Chi li respinge mostra la propria ignoranza. È il momento dell’indignazione. Gridatelo sopra i tetti, è scritto. Ed è quello che faremo".

Chiara Gabrielli