di Chiara Sentimenti Hanno rimesso lo zaino in spalla, per l’ennesima volta in questi ultimi mesi, con la speranza di poter terminare l’anno scolastico finalmente solo in presenza. Perché tutti gli studenti pur essendosi abituati alla didattica a distanza, raccontano di sentire la mancanza di quella socialità che solo in classe si può avere. In particolare gli studenti del quinto anno delle superiori, da ieri ritornati a scuola al 50% (mentre bambini e ragazzi fino alla terza media sono potuti ritornare al 100%) sperano di non perdere questi ultimi mesi, prima dell’esame finale, con i...

di Chiara Sentimenti

Hanno rimesso lo zaino in spalla, per l’ennesima volta in questi ultimi mesi, con la speranza di poter terminare l’anno scolastico finalmente solo in presenza. Perché tutti gli studenti pur essendosi abituati alla didattica a distanza, raccontano di sentire la mancanza di quella socialità che solo in classe si può avere. In particolare gli studenti del quinto anno delle superiori, da ieri ritornati a scuola al 50% (mentre bambini e ragazzi fino alla terza media sono potuti ritornare al 100%) sperano di non perdere questi ultimi mesi, prima dell’esame finale, con i loro compagni. "Anche se la classe è dimezzata, preferisco essere tornata a scuola – racconta Sofia Malatini, studentessa del liceo linguistico "Leopardi" –. Dopo un anno passato così ci manca il contatto con i compagni e con i professori, perché da casa non può essere la stessa cosa". "Ci sono alcuni professori che riescono a coinvolgerti meglio durante la lezione da casa, mentre seguire altri diventa più difficile – aggiunge Aurora Foresi, anche lei studentessa al liceo linguistico –, la Dad non permette di seguire tutte le lezioni con lo stesso interesse che si potrebbe avere stando in classe. Ora speriamo di poter continuare anche nei prossimi mesi con le lezioni in presenza". Dopo aver rinunciato alle gite delle scorso e di quest’anno, alle ricreazioni e ai compiti da fare insieme, gli studenti raccontano di avere tanta voglia di riscoprire la socialità. "Stare sei ore davanti a un pc è stressante, anche se permette di alzarsi un po’ più tardi la mattina perché non dobbiamo correre a prendere l’autobus per andare a scuola – aggiunge Matteo Florio, studente del liceo classico "Leopardi" –. Poter tornare a scuola è sempre bello, perché in questo anno quello che più mi è mancato è stato il contatto con gli amici e anche con i parenti che non possiamo più vedere, se non a distanza". Uno dei pochi momenti di contatto ritrovato è quello al terminal degli autobus, quando tutti insieme si aspetta di tornare a casa. Alla stazione dei pullman di piazza Pizzarello da ieri mattina sono tornati gli steward della Contram, 12 quelli in servizio a cui si aggiungono anche quattro controllori amministrativi. È stata potenziata la parte informativa con uno schermo e una registrazione che, a ciclo continuo, ricordano le regole anti-assembramento.

"Speriamo di tornare presto a una vera normalità, che è quella che più mi è mancata in questo anno – aggiunge Tommaso Tamburrini, studente del liceo classico "Leopardi" –. Ci siamo abituati a mascherine, Dad e distanziamento come se questa fosse la normalità e, invece, non lo è". "Questa ripartenza è stata inaspettata perché, dopo quattro settimane di zona rossa, quasi non me lo aspettavo – conclude Matteo Ortolani, anche lui studente al Classico –. Sono molto contento di essere tornato in classe, anche se la mia scuola con la Dad si è organizzata bene e ci ha permesso di portare avanti il programma scolastico senza troppi problemi".