Come Aja Monet riesce a insegnare l’umanità attraverso la poesia

Una studentessa racconta l’incontro con la poetessa americana nell’auditorium del liceo ’Leonardo Da Vinci’.

Come Aja Monet riesce a insegnare l’umanità attraverso la poesia

Come Aja Monet riesce a insegnare l’umanità attraverso la poesia

L’incontro con Aja Monet al liceo di Civitanova raccontato da una studentessa, a nome di tutti i compagni del ’Leonardo da Vinci’ che hanno affollato l’auditorium della scuola per ascoltare una poetessa che è volata nelle Marche dall’America, per un concerto a Montecosaro.

aja monet, in minuscolo come lei preferisce, pluripremiata poetessa americana, varca le porte dell’auditorium del liceo e la prima domanda che ci salta in mente è come abbia fatto ad arrivare qui, a raccontare il suo lavoro a una platea di adolescenti italiani. Ma aja ha qualcosa di speciale: intervistata dalla docente di inglese Barbara Poggi, riesce sin da subito a farsi ascoltare, parlando di poesia in una maniera completamente differente da quella a cui ci ha abituati la scuola. Racconta di come è arrivata a poter essere chiamata poetessa a tutti gli effetti. Non sempre ha ottenuto il supporto della famiglia ma scrivere era diventato fondamentale per esprimere al meglio la propria interiorità. Il trampolino di lancio è arrivato con la vittoria del Nuyorican Poets Cafe Grand Slam poetry award nel 2007: la vincitrice più giovane della storia, a soli 19 anni. Ma cosa significa essere poetessa in un mondo in cui, grazie ai social, chiunque può dichiararsi artista? Secondo lei, per esserlo non basta scrivere qualcosa e postarlo, ma bisogna rendere la poesia uno stile di vita: è poeta colui che guarda il mondo e con le sue parole ne tira fuori la bellezza. Impegnata nel sociale, finisce a riflettere sul significato della parola ’umanità’, che spesso ricorre nei suoi testi, tanto più ora che la visione di immagini catastrofiche, di un’umanita sempre più disumana, dilagano nei social e ci portano a ’deumanizzarci’. La poetessa, guardando negli occhi ogni studente, ci ricorda imperterrita che il futuro siamo noi e lo fa con una fermezza che convince tutta la platea e, tra applausi scroscianti, induce gli studenti del liceo ad avvicinarsi a lei e porle una, due, dieci domande, in un turbinio di curiosità e desiderio di confronto. Il titolo del suo album, ’When the poems do what they do’ (’Quel che fanno le poesie’), si rivela perfettamente nel momento in cui mja chiude gli occhi e recita dolcemente, quasi cantando, una delle sue liriche, lasciando tutti a bocca aperta. Perché è questo che fanno le poesie: stupiscono e creano dal nulla, pura magia.

Greta Sergi, 3A Classico