Antonio Piancatelli, sessant’anni, lavora come autista di scuolabus a Colmurano
Antonio Piancatelli, sessant’anni, lavora come autista di scuolabus a Colmurano

Macerata, 20 aprile 2021 - "Mi stavo recando in auto da mia madre, 87enne e invalida, per accudirla. Dalle telecamere di videosorveglianza avevo visto che si era alzata dal letto. Sono stato fermato da una pattuglia e un agente mi ha fatto la multa da 533,33 euro per aver violato il coprifuoco". Inizia così il racconto del 60enne Antonio Piancatelli, originario di Colmurano. Ha deciso di segnalare la propria esperienza, avvenuta durante la Settimana Santa, per evitare che succeda di nuovo ad altre persone nella sua stessa condizione. E, tramite il suo avvocato, vorrebbe fare ricorso. "Di sicuro per ora non pago la sanzione, perché la ritengo ingiusta: mi sono spostato per un motivo valido".

Piancatelli quotidianamente è costretto a fare la spola tra Passo Colmurano e Passo Ripe San Ginesio (dove vive con la famiglia), per la madre e il suocero (90enne). "Mia madre ha un’invalidità dell’80 per cento – spiega l’uomo, di professione autista dello scuolabus di Colmurano –, è quindi solo parzialmente autosufficiente. Preferisce non avere figure esterne in casa, così mi prendo io cura di lei. Per una maggiore sicurezza, abbiamo installato in casa delle telecamere. Quella sera ho visto che si era alzata dal letto, e pochi giorni prima era stata sottoposta al vaccino anti-Covid. Quindi, per precauzione, sono voluto andare da lei. Il tragitto sarebbe stato: Passo Ripe – Passo Colmurano, neanche due chilometri di distanza e avrei voluto dormire lì, per evitare un ulteriore spostamento.

A Passo Ripe, in prossimità della rotonda, sono stato fermato dalla polizia stradale. Era quasi mezzanotte, comunque dopo il coprifuoco delle 22. Ho provato a spiegare all’agente le mie ragioni, ovvero che purtroppo questo tipo di assistenza non ha orario. Ma è stato inutile. Eppure sarebbe bastato chiedere ai carabinieri e o in Comune se fosse vero quanto da me autocertificato in quel momento".

Piancatelli spiega che già sotto il lockdown di un anno fa, con regole più ferree, era stato fermato dalle forze dell’ordine, ma non aveva avuto problemi. "Non ce l’ho con la polizia, davvero – ci tiene a precisare – e ho piena fiducia nelle istituzioni. Ma sinceramente non ho compreso la multa in questa occasione. In zona tutti conoscono la mia storia e, come caregiver (assistente familiare), ho già ricevuto la prima dose di vaccino". La sanzione amministrativa è di 533,33 euro (aumentata di un terzo rispetto al minimo di 400 euro per l’uso dell’auto). "Non la pagherò – prosegue il 60enne – sono un padre di famiglia, ho già le mie spese, e non andavo a zonzo, ma ad assistere una persona cara. Sono dispiaciuto. E pronto a fare ricorso".
L’avvocato Roberto Piancatelli del foro di Macerata, cugino dell’uomo, invierà (entro 30 giorni dalla multa) gli scritti difensivi per esporre le sue ragioni alla prefettura. Questa ha, a sua volta, 150 giorni di tempo per scegliere di archiviare, in autotutela, o fare un’ordinanza di ingiunzione. A quel punto, davanti al giudice di pace, si potrà eventualmente presentare ricorso.
Proprio la settimana passata la prefettura di Macerata ha archiviato (e quindi annullato) la multa del portorecanatese Giovanni Valerio Ricci. Il 58enne, affetto da distrofia muscolare, era stato sanzionato il 27 gennaio dalla polizia amministrativa di Macerata per 400 euro. Era entrato in una pizzeria e aveva ordinato un caffè al bancone per scaldarsi dal freddo. Essendo in quei giorni le Marche in zona arancione, non era possibile consumare al bancone, di qui la multa. Il caso aveva fatto il giro d’Italia, con una vasta campagna di solidarietà nei confronti del disabile, fino alla decisione della scorsa settimana di annullare la sanzione.