Emergenza Coronavirus
Emergenza Coronavirus

Macerata, 25 febbraio 2020 - Scatta il periodo di quarantena anche per alcuni recanatesi che hanno avuto la sfortuna di transitare nei giorni scorsi in quei paesi lombardi oggi sottoposti a isolamento per la presenza di alcuni casi di coronavirus. Fra questi anche Marco Pepa, titolare della ditta "Pepa Group" che nei giorni scorsi era salita agli onori della cronaca, perché incaricata da Trenitalia della rimozione dei resti del Frecciarossa deragliato il 6 febbraio tra Livraga e Ospedaletto. L’azienda è stata sul posto con otto persone, oltre al titolare, appunto Marco Pepa, cinque gru e un rimorchio allungabile. Per una ventina di giorni i lavoratori hanno alloggiato in un albergo che si trova proprio al centro di Casalpusterlengo, dichiarato recentemente zona rossa per il coronavirus.

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«Come responsabile dell’azienda, insieme ai soci, non appena è scoppiata tutta questa storia – racconta Marco Pepa (oggi in isolamento volontario nella sua casa così come gli altri operai coinvolti, ndr) – abbiamo ritenuto necessario, così come prescrive il decreto legge del governo, denunciare alle autorità sanitarie che abbiamo sostato per più giorni in questa zona. Ho contattato subito il mio medico aziendale, Elisabetta Paoloni, che a sua volta ha contattato il dipartimento di prevenzione dell’Area vasta 3 che, attraverso la dottoressa Laici, ci ha dato indicazioni su come contenerci".

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Da ieri, quindi, per almeno due settimane Pepa e i suoi collaboratori coinvolti sono in isolamento ognuno nella propria casa, adottando ogni precauzione utile per evitare qualsiasi contatto. "Abbiamo ritenuto giusto muoverci subito in questo senso – precisa ancora Pepa – per un senso di responsabilità sia nei confronti delle nostre famiglie che di quelle dei nostri collaboratori ma anche per salvaguardare per quanto possibile la salute di tutti gli italiani. Quindi ora siamo in quarantena in maniera precauzionale. Non abbiamo fatto, né io né i miei collaboratori, alcun accertamento sanitario né tanto meno il tampone, perché non abbiamo alcun sintomo riportabile all’eventuale malattia. La nostra è soltanto una misura di prevenzione".
 

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Un bel problema per l’azienda che in quei luoghi ha ancora i suoi mezzi, perché doveva completare il lavoro. Prima dello scoppio del contagio da coronavirus avevano provveduto soltanto a spostare con le loro enormi gru le carrozze deragliate dai binari collocandole, per ora, a lato della ferrovia. Il passaggio successivo era caricarle sui mezzi e trasportarle nell’officina dove sarebbero state riparate. "L’importante, però, ora è che l’Italia ce la faccia nella lotta contro questo virus e si possa ripartire nell’attività con fiducia e ottimismo", conclude Pepa.
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