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6 lug 2022

"Curiosità e leggende sulla nostra identità"

A Pollenza va in scena la rassegna "Il nome perduto". L’appuntamento è per tutti. i giovedì di luglio e il 4 agosto

6 lug 2022
L’assessore. Marco Ranzuglia
L’assessore. Marco Ranzuglia
L’assessore. Marco Ranzuglia
L’assessore. Marco Ranzuglia
L’assessore. Marco Ranzuglia
L’assessore. Marco Ranzuglia

"Una rassegna di curiosità, leggenda e storia sulla nostra identità". Così l’associazione Arte per le Marche definisce "Il nome perduto", che andrà in scena a Pollenza tutti i giovedì di luglio (7-14-21-28) e il 4 agosto, sempre alle 21.30 al chiostro dei Santi Antonio e Francesco, in via Roma. "Abbiamo seguito un’idea del neofita ricercatore Mauro Pignani di Pollenza puntando a costruire delle serate epiche e popolari al contempo – spiega l’associazione –. La rassegna vedrà l’alternanza di personaggi del mondo accademico e della cultura come Fabio Pallotta, Amanda Rampichini, Mauro Fiorentini, Giacomo Recchioni, Enzo Fusari, Simonetta Torresi, Giannandrea Eroli, Carlo Brunelli, Medardo Arduino, Haris Koudounas, Giuseppe Di Modugno, Lucia Rosa e Massimiliano Comparin, i quali si susseguiranno negli appuntamenti in vari racconti. A presentare, Andrea Ciucci e Fabrizio Tiberi. "Il nome perduto" vede per la prima volta una coralità di associazioni come Pro Rambona, Pro Loco Corporazione del melograno, insieme alla storica Cantagallo 1815 e anche alla neonata associazione Laboratori creativi, incentrata a creare prospettive di crescita sociale. Tutte insieme hanno permesso di avere a Pollenza un percorso di cultura. La rassegna, non a caso, gode anche dei patrocini dei Comuni di Pollenza e Macerata. Non solo: è motivo di particolare lustro il patrocinio, per la prima volta concesso, della prestigiosa Accademia dei Catenati di Macerata, tra le più antiche accademie letterarie di tutta Europa, oltre che dell’istituto ellenico della diplomazia culturale. La realizzazione di un’opera in china su carta dell’artista pollentina Sara Sileoni dell’Accademia di Urbino, rappresenta un omaggio dell’arte contemporanea all’iniziativa. In sintesi, "Il nome perduto" mira in modo trasversale ad un approccio collettivo di una comunità che, forte di una nuova consapevolezza, abbia in fede un futuro".

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