Da settembre stop al Cas per chi era in affitto

Diventa esecutiva la novità annunciata dal commissario Guido Castelli. La struttura ora gestirà i contributi per gli sfollati

Da settembre stop al Cas per chi era in affitto

Da settembre stop al Cas per chi era in affitto

Gli affittuari stanno per dire addio al contributo di autonoma sistemazione. A partire dal primo settembre cesserà infatti il Cas per chi, al momento del terremoto 2016, abitava in una casa in affitto e dunque non era proprietario dell’immobile risultato inagibile. Chi nel frattempo è stato assegnatario di una soluzione abitative di emergenza, le casette prefabbricate, avrà una tariffa agevolata anche rispetto a quella degli alloggi per l’edilizia residenziale pubblica.

Non sono le uniche novità legate al terremoto. Il senatore Guido Castelli già la scorsa settimana aveva anticipato che a occuparsi del Cas, sempre dal prossimo settembre, sarebbe stata solo la struttura commissariale, e non più anche la protezione civile. "Dal primo settembre la gestione del contributo di autonoma sistemazione sarà in capo alla struttura commissariale sisma 2016 – dice il commissario straordinario –. Lo stabilisce il decreto-legge approvato lunedì dal Consiglio dei ministri contenente misure urgenti di prevenzione del rischio sismico connesso al fenomeno bradisismico nell’area dei Campi Flegrei. Si tratta di provvedimento atteso e condiviso con il ministro Nello Musumeci e con il dipartimento di protezione civile. Il Cas è stato un fondamentale strumento di supporto alle popolazioni dell’Appennino centrale nel post-emergenza, ma oggi è doveroso cominciare a guardare oltre e aprire sull’opportunità di rimodulare l’assistenza per chi non ha ancora, in assenza di impedimenti oggettivi, presentato il progetto di ricostruzione. La misura inoltre cesserà, a partire dal primo settembre, per chi ai tempi del sisma abitava in case in affitto, poi dichiarate inagibili. Si tratta di un compito e di una responsabilità che assumo, insieme agli uomini e alle donne della struttura commissariale, nella consapevolezza dell’importanza dell’attività che ci attende. Desidero ringraziare il governo per questo attestato di fiducia, che ci impone a metterci al lavoro fin da subito".

Dal primo settembre, il Cas si chiamerà Contributo per il disagio abitativo finalizzato alla ricostruzione; sarà gestito appunto dalla struttura commissariale e continuerà a essere erogato dai Comuni. Il commissario ricorda infine la scadenza di domenica. "Resta ferma, in ogni caso, per i proprietari che ricevono il Cas o sono beneficiari di Sae, la scadenza del 30 giugno per presentare il progetto di ricostruzione, in mancanza di impedimenti oggettivi". Pena, la sospensione del Cas fino alla presentazione del progetto.

Lucia Gentili