Da Urbisaglia alle Fosse Ardeatine. La storia di Odoardo della Torre

Un convegno all’Abbadia di Fiastra ripercorre le vicissitudini dell’internato, ucciso poi nell’eccidio di Roma

Da Urbisaglia alle Fosse Ardeatine. La storia di Odoardo della Torre

Da Urbisaglia alle Fosse Ardeatine. La storia di Odoardo della Torre

Il 24 marzo 1944 a Roma si consumò l’eccidio delle Fosse Ardeatine: 335 uomini furono assassinati dai tedeschi. Fra le vittime anche Odoardo Della Torre, internato nel campo di Urbisaglia nel 1940. La Casa della memoria di Urbisaglia, l’Anpi, l’Istituto storico di Macerata e la Fondazione Giustiniani Bandini organizzano un convegno su di lui, "Le Fosse Ardeatine a 80 anni dall’eccidio, in ricordo di Odoardo Della Torre", venerdì alle 17.30 nell’aula verde dell’Abbadia di Fiastra. All’incontro, presieduto dalla professoressa Lina Caraceni, interverranno i professori Angelo Ventrone (docente Unimc di storia contemporanea), la presidentessa della Casa della Memoria Giovanna Salvucci, che traccerà la biografia di Della Torre, il professor Mariano Cingolani (docente Unimc di medicina legale), che illustrerà la problematica dell’identificazione delle vittime nei disastri di massa e il valore dell’esperienza del medico legale Attilio Ascarelli, che nel 1944 con una tecnica messa a punto per l’occasione accertò l’identità di quasi tutte le vittime delle Fosse Ardeatine. Ascarelli aveva insegnato medicina legale a Macerata. Lucrezia Boari tratterà le procedure adottate dal professor Ascarelli "quando non si sapeva ancora cosa fosse il Dna" spiegano gli organizzatori.

Della Torre (1894-1944) nel 1919 venne multato per manifestazione socialista vietata. Professore di filosofia, insegnava nei licei e all’Università proletaria di Roma e militava nel Psi con Giacomo Matteotti. Fu internato a Urbisaglia dal 23 giugno al 30 ottobre 1940, poi trasferito a Camerino fino al 31 marzo ’41. Nel gennaio ‘41 i carabinieri segnalarono che aveva stabilito rapporti con professori locali e, si temeva, anche con gli studenti. A marzo ‘41 si profilò il passaggio a Pesaro. Prima del trasferimento, Della Torre fu ricoverato in ospedale a Camerino e operato. Poi raggiunse Sant’Angelo in Vado, dove restò per un mese. Alla fine di aprile ‘41 ottenne la revoca della pena per "atto di clemenza del Duce" e tornò nella capitale. Ma il 18 marzo ‘44 fu arrestato e incarcerato, e infine ucciso alle Fosse Ardeatine.

Lucia Gentili