Piazza della Libertà piena di maceratesi per le feste (foto Pierpaolo Calvita)
Piazza della Libertà piena di maceratesi per le feste (foto Pierpaolo Calvita)

Macerata, 5 gennaio 2020 - Lo spopolamento della provincia non è più un rischio, ma una realtà. In meno di cinque anni, tra la fine del 2014 e la fine di agosto di quest’anno, l’Istat certifica un calo di 9.124 residenti, passati da 321.950 a 312.781.

Tutti gli indicatori evidenziano da anni un calo demografico che non si arresta. Anzi, per certi versi si accentua. La diminuzione è, soprattutto, riconducibile a un saldo naturale negativo: nei primi otto mesi di quest’anno i nati sono stati 1.389, i morti 2.591: un saldo negativo di 1.202 unità. Segno meno, sia pur di poco, tra immigrati ed emigrati: 5.443 contro 5.638, un saldo negativo di 15 residenti.

Lasciano anche gli stranieri: a fine 2014 erano 34.136, a fine 2018 (i dati parziali di quest’anno non sono ancora disponibili) sono scesi a 30.024, 4.112 in meno. Un quadro davvero preoccupante. In questo scenario generale spiccano alcune situazioni, a partire da quella del capoluogo: nel periodo esaminato, Macerata è passata da 42.731 a 41.267 residenti, un crollo di 1.464 abitanti. Sorte identica quella di Tolentino, passata da 20.318 a 18.918 residenti, 1.400 in meno.

Più contenuto il calo a San Severino, da 12.824 a 12.271, 553 abitanti in meno; e Camerino, da 6.986 a 6.740, 246 residenti in meno. In proporzione, alcuni comuni ricadenti nel cratere del terremoto, hanno perso quasi un terzo dei residenti, come Monte Cavallo, passato da 149 a 113 abitanti. In diminuzione anche quasi tutti gli altri centri dell’entroterra, con rare, ma poco significative, visto che si tratta di aumenti di poche unità. Un fatto è certo: a questo punto per l’entroterra è chiaro che la ricostruzione, se non accompagnata ad iniziative di rilancio economico, non basterà per ripopolare il territorio. Il ripensamento dello sviluppo riguarda un po’ tutta la realtà provinciale, visto il ridimensionamento del manifatturiero, spina dorsale del nostro territorio, effetto pesante della crisi economica. Cresce, invece, Civitanova, che distanzia sempre di più Macerata: a fine 2014 aveva 41.778 abitanti, a fine agosto di quest’anno è arrivata a 42.638, 860 in più, 1.371 in più di Macerata.

Sostanzialmente stabile la popolazione negli altri comuni della fascia costiera o dell’immediato entroterra, mentre continua a crescere Montecosaro, da 7.067 (fine 2014) a 7.332 (fine agosto 2019), 265 abitanti in più. La tendenza in atto da anni si è anche tradotta in una ulteriore accentuazione dello squilibrio tra fascia costiera ed entroterra: la prima ormai congestionata da ogni punto di vista, la seconda sempre più vuota e impoverita.