Macerata, 27 aprile 2018 - Un fantoccio appeso a testa in giù e preso a bastonate dai bambini che devono rompergli la testa. Si penserebbe all’antico gioco della pignatta, alla rievocazione di una vecchia tradizione, se non fosse che quel fantoccio rappresentava Benito Mussolini e quel ‘gioco’ sia stato riproposto durante le celebrazioni del 25 Aprile. Una nuova bufera scuote la città di Macerata che da gennaio, dopo i tragici episodi dell’omicidio di Pamela Mastropietro e della sparatoria di Luca Traini, ancora non riesce a trovare pace. La manifestazione organizzata in piazza Cesare Battisti mercoledì pomeriggio dal Collettivo Antifa per festeggiare il 25 Aprile, infatti, sta sollevando un nuovo polverone, tanto che l’onorevole Alessandra Mussolini, nipote del Duce, oggi sarà in città per condannare l’episodio.

«Quando ho visto le foto e gli articoli di quanto accaduto a Macerata non ci volevo credere. Non avrei mai pensato si potesse arrivare a tanto – precisa l’europarlamentare –. Verrò a titolo personale, e non in quanto rappresentante di Forza Italia, perché voglio dire quello che penso di questa storia. Fare certi gesti, per di più davanti ai bambini, è una cosa talmente brutta e odiosa, che denota una grande mancanza di rispetto, che non si poteva tacere». In piazza Cesare Battisti, infatti, mercoledì pomeriggio c’erano diverse famiglie e anche molti bambini che, armati di bastone, hanno iniziato a colpire la testa del fantoccio che, una volta rotolata a terra, è stata presa a calci. «Un messaggio diseducativo», come è stato bollato da più parti, a partire da diversi consiglieri comunali di opposizione. «Come presidente della commissione affari istituzionali, chiederò che si indaghi sulla vicenda – precisa Maurizio Mosca di Città Viva – e come cittadino mi rivolgerò a un avvocato per vedere se ci siano gli estremi per una denuncia».

A ritrovarsi nell’ennesima bufera anche l’amministrazione comunale che ha concesso l’occupazione di suolo pubblico. Ma il sindaco prende le distanze: «Le iniziative programmate non sono state organizzate dal Comune, né patrocinate dalla giunta, né finanziate. Gli uffici comunali, procedendo secondo regolamento, hanno concesso l’occupazione di suolo pubblico per permettere lo svolgimento di esibizioni di pratiche sportive. Quello che si è verificato – prosegue Romano Carancini – è una messa in scena ignobile e indegna che l’amministrazione condanna fermamente. È una provocazione inaccettabile per la nostra comunità che tradisce il vero senso della Festa del 25 Aprile, infanga il significato dell’antifascismo e fa male alla città».

Il caso è finito anche negli uffici della Digos che ha chiesto all’amministrazione le foto della manifestazione e i documenti con cui si è autorizzata per accertare eventuali responsabilità. Anche da Roma arrivano ferme prese di posizione: Maurizio Gasparri (Forza Italia) ha annunciato di voler presentare un’interrogazione al prossimo governo, mentre il senatore Andrea Cangini (Forza Italia) parla di istigazione alla violenza. «Non è un gioco quello messo in scena a Macerata – precisa –. È un modo per istigare alla violenza politica e impedire la ricomposizione di una frattura nazionale frettolosamente rimossa».