Il fantoccio in piazza
Il fantoccio in piazza

Macerata, 26 aprile 2018 - Appesa a testa in giù come a piazzale Loreto, nell’aprile del 1945: la figura del duce stavolta è fatta però di cartapesta, un fantoccio vuoto da colpire con un bastone. Una volta rotto, come una «piñata» messicana rovescia a terra il suo contenuto, fatto di caramelle e dolciumi. Un gioco tradizionalmente dedicato ai bambini, e così ieri diversi bambini hanno colpito il fantoccio di Mussolini.

Una volta che la testa si è rotta ed è rotolata a terra, è stata presa a calci dai più grandi. A quel punto, la sostituzione con una figura pelata, con una maglia nera e la croce celtica sul petto e un braccio alzato nel segno del saluto romano: forse un riferimento diretto a Luca Traini, oppure a un più generico neofascista. Un confronto diretto tra il fascista di ieri e quello di oggi, una chiara presa di posizione.

La ‘pignatta antifascista’ è stata allestita nel pomeriggio di ieri in piazza Cesare Battisti, dalla Palestra Popolare Macerata. Di fianco, un ring su cui gli allievi hanno disputato per ore incontri di boxe e di kick boxing, con un lieve sottofondo ritmato per dare la giusta carica. Sulle colonne del Palazzo degli Studi le immagini della Resistenza e delle ‘nostre nonne’, con le foto delle partigiane che hanno contribuito alla lotta.

Ma anche slogan come ‘la città sicura la facciamo noi’, e un lungo pannello con le tavole ingrandite dell’artista romano Zerocalcare contro i rigurgiti neofascisti. Zerocalcare è noto per l’attenzione e le opere dedicate alla Siria e alla lotta dei ribelli siriani nella città di Afrin, un altro tema caro alla Palestra Popolare. Un pomeriggio che ha visto la piazzetta piena di gente, ad assistere agli incontri e a leggere i pannelli che analizzano la vera storia di Resistenza e del totalitarismo, perché «nel giorno della Liberazione bisogna parlare di quello che è davvero accaduto durante la Liberazione», spiegano dei ragazzi.

"Una messa in scena ignobile e indegna che l'Amministrazione condanna fermamente. - dice il sindaco Romano Carancini a nome di tutta la Giunta - È una provocazione inaccettabile per la nostra comunità che tradisce il vero senso della Festa del 25 aprile, infanga il significato stesso dell'antifascismo e fa male alla città. Abbiamo comunicato alla Digos, su richiesta della stessa, le circostanze dei fatti e trasmesso i documenti al fine di accertare le eventuali responsabilità, rispetto alle quali l'Amministrazione si riserva ogni azione".