Due guineani denunciati per riciclaggio di oltre 100mila euro con il metodo "Hawala"

Due guineani denunciati per aver riciclato oltre 100mila euro attraverso un articolato sistema di trasferimento illecito basato sul metodo "Hawala". La Guardia di finanza ha indagato 72 persone. Rischiano fino a 4 anni di carcere.

Due guineani denunciati per riciclaggio di oltre 100mila euro con il metodo "Hawala"

Due guineani denunciati per riciclaggio di oltre 100mila euro con il metodo "Hawala"

Avrebbero messo in piedi un sistema illecito per trasferire denaro all’estero. Per questo sono stati denunciati due guineani, accusati di aver riciclato oltre 100mila euro. Le indagini sono state condotte dal Gruppo di Macerata della Guardia di finanza. Tra il 2020 e il 2022, i due avrebbero messo in piedi un articolato sistema per trasferire denaro, bypassando gli intermediari abilitati attraverso il metodo "Hawala". In pratica, uno dei due comprava una carta PostePay che dava in uso al cognato, e su quella si faceva accreditare somme di denaro, per poi effettuare illecite movimentazioni finanziarie. Il sistema si basa su un rapporto fiduciario tra il migrante e il broker che sfrutta un network diffuso principalmente in Medio Oriente, Africa e Asia. Il trasferimento prevede quattro attori: l’ordinante, cioè il migrante che vuole trasferire il denaro; l’hawaladar, il banchiere di strada che raccoglie i fondi; l’hawaladar nel paese di destinazione dei fondi; il beneficiario finale. L’ordinante, per esempio un migrante che lavora in Italia, consegna il denaro all’hawaladar, l’intermediario in Italia. L’intermediario dà all’ordinante un codice di autenticazione che questi comunica al beneficiario. Il beneficiario si presenta all’altro hawaladar e con il codice incassa la somma. Il tutto evitando controlli e identificazioni. Sono 72 i guineani, residenti in varie regioni d’Italia, che si sono avvalsi del sistema. I due hawaladar in provincia sono stati denunciati per abusiva attività finanziaria e violazioni alla normativa antiriciclaggio: rischiano fino a quattro anni di carcere.