PAOLA PAGNANELLI
Cronaca

Duello su un’area a Fontescodella Niente risarcimento dal Comune

Cittadella dello sport: il proprietario del terreno Sergio Moretti reclamava 1,7 milioni di euro

Duello su un’area a Fontescodella  Niente risarcimento dal Comune

Duello su un’area a Fontescodella Niente risarcimento dal Comune

di Paola Pagnanelli

Aveva chiesto un maxi indennizzo al Comune, dopo che era sfumato il progetto della Cittadella dello sport a Fontescodella. Ma il Tar gli ha dato torto su tutta la linea. La questione aveva tenuto banco una decina di anni fa, quando il maceratese Sergio Moretti aveva reclamato dall’amministrazione 1,7 milioni di euro, sulla base di una stima dell’ufficio tecnico comunale. Il sindaco Romano Carancini aveva chiesto una stima all’ufficio tecnico erariale, e si era scesi a 900mila euro. Ma già nel 2005 Moretti si era rivolto al Tar, per contestare le delibere del 2004 e poi del 2007. La sua area, 18mila metri quadrati, era destinata dal Piano regolatore generale del 1993 a verde pubblico attrezzato per lo sport, sebbene il precedente piano Piccinato l’avesse destinata solo a verde pubblico, con divieto di costruzione di qualsiasi tipo di edificio. Nel 2001, poco dopo aver comprato il terreno, Moretti aveva chiesto di rendere l’area edificabile, impegnandosi a cedere gratis 5.390 metri quadrati. Nel 2002 aveva offerto una quota della volumetria, duemila metri cubi, per l’edilizia economica e popolare. Saputo poi della nuova fermata ferroviaria vicino a via Mancini, a monte della sua proprietà, aveva fatto la terza proposta: avrebbe pagato un sottopassaggio al posto del passaggio a livello, in cambio della possibilità di costruire. Nel 2004, il Comune adotta la variante per confermare i vincoli sull’area, senza indennizzi per i proprietari. Moretti si oppone, ma nel 2007 la variante diventa definitiva. Nel 2010, con il progetto della Cittadella dello sport a Fontescodella, dal Comune arriva una proposta di acquisto dei terreni per 1,7 milioni di euro. Moretti ha dichiarato al Tar di averla accettata, ma il documento prodotto non è datato e non c’è prova che sia stato inviato al Comune. A quel punto poi Carancini aveva chiesto una nuova stima sul terreno e la questione era diventata politica, per poi arenarsi. Ma al di là di questo, dal punto di vista amministrativo il Tar ha dato ragione al Comune, che non era neppure costituito in giudizio. Morresi aveva comprato il terreno nel 2000, dunque non era stato danneggiato dalla mancata attuazione del piano Piccinato. E il Comune non è obbligato ad accogliere le proposte del privato. "Il collegio non nega che la proprietà abbia un rilevante valore di mercato, ma questo non ha nulla a che vedere con i provvedimenti che hanno confermato la destinazione urbanistica prevista nel 1993. L’aspirazione di Moretti a ottenere una destinazione commercialmente più favorevole è appunto una mera aspirazione, che il Comune non era tenuto a soddisfare".