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24 apr 2022

"Ecco come rilanceremo la città" Confronto tra i candidati a sindaco

Politeama gremito per il dibattito con Sclavi, D’Este e Luconi organizzato da "Costituente civica"

lucia gentili
Cronaca
I candidati Sclavi,. Luconi,. D’Este; la moderatrice. Olmai. con. Cardinali, Archimi e Angeloni
I candidati Sclavi,. Luconi,. D’Este; la moderatrice. Olmai. con. Cardinali, Archimi e Angeloni
I candidati Sclavi,. Luconi,. D’Este; la moderatrice. Olmai. con. Cardinali, Archimi e Angeloni

di Lucia Gentili

Politeama gremito per il primo dibattito tra i tre aspiranti sindaci di Tolentino, Massimo D’Este, Silvia Luconi e Mauro Sclavi, promosso ieri dall’associazione apartitica "Costituente civica per il futuro". Questa, formata da cittadini, imprenditori, liberi professionisti, che intendono stimolare l’attività amministrativa del territorio, ha interrogato il trio su tre progetti per lo sviluppo della città: il ripopolamento, il partenariato pubblico-privato e la cultura come volano di economia. L’incontro, moderato da Barbara Olmai, è stato aperto dal coordinatore della Costituente Roberto Cardinali, che ha spiegato l’importanza di "competenza e relazioni con i soggetti economici". "Non siamo qui per criticare – ha esordito Cardinali –, ma stiamo diventando un ricovero per anziani a cielo aperto se non ripopoliamo le nostre zone: bisogna portare aziende di medie dimensioni per creare lavoro. Magari creando una piccola task force, un team dedicato a progetti straordinari". "Bisogna predisporre un ’letto’ in termini occupazionali – ha affermato Luconi –. Abbiamo approvato un piano regolatore con macroaree, tra cui quella di contrada Rotondo con 20mila ettari, di cui 16mila utilizzabili per nuove aziende e 4mila per il verde. Per il potenziamento dell’aspetto turistico, stiamo investendo sulle Terme". "Senza ospedale e senza servizi scolastici – ha detto D’Este – le persone stanno scegliendo altri luoghi, più idonei per la residenzialità. Da 21mila abitanti siamo passati a 18mila, di cui 2mila fuori". L’avvocato di Macerata Leonardo Archimi ha introdotto il tema del partenariato pubblico-privato, mentre il prof di Firenze Leonardo Angeloni della qualificazione professionale. "Per la formazione si potrebbe pensare a una sede in centro storico con l’insediamento di laboratori", ha dichiarato D’Este, mentre la Luconi ha evidenziato di aver fatto un viaggio a Milano per prendere spunto da una scuola manifatturiera. "Abbiamo tre progetti per la cultura – ha illustrato Sclavi –: l’industrializzazione del turismo, facendo rete sul territorio, lo sviluppo universitario e la realizzazione di progetti teatrali". Sull’ospedale, da una parte la Luconi ha ribadito che è stato autorizzato l’ospedale di comunità (8.500 metri quadri su tre piani, piano terra con 20 posti dialisi, 40 posti letto per cure intermedie, e servizi, con vicino la casa di riposo per non autosufficienti), mentre per Sclavi resterà un "contenitore vuoto" e sottolinea l’importanza di investire sull’assistenza domiciliare. D’Este ha proposto, oltre all’ospedale, anche una casa di comunità. E ha concluso con un’idea green, all’insegna delle comunità energetiche: "Rendere autosufficienti Stadio della Vittoria, palazzetto e piscine, e allo stesso tempo promuovere le associazioni sportive".

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