Estate, Ztl solo la sera e nei giorni festivi

La decisione del Comune che vuole mettere a tacere le polemiche dei giorni scorsi sulla viabilità. .

Estate, Ztl solo la sera e nei giorni festivi

Estate, Ztl solo la sera e nei giorni festivi

Mette a tacere ogni bisbiglio e polemica l’amministrazione comunale e fra i primi provvedimenti adottati arriva la nuova regolamentazione della ztl del centro storico che in passato – con orari a macchia di leopardo e assai diversificati – aveva suscitato non poche polemiche. Da domenica, quindi, e sino all’8 settembre sarà vietato il transito delle auto in centro storico, con ingresso dai tre varchi (Primo luglio, Porta Marina e Porta Nova) solo la sera, dalle 20 alle 2 di notte, e per l’intera giornata festiva. Nel periodo invernale (9 settembre 2024-30 giugno 2025) la ztl sarà attiva solo nei giorni festivi dalla mezzanotte del sabato a quella della domenica.

"Dopo le limitazioni di accesso del passato, frazionate e confusionarie per cittadini e visitatori e soprattutto punitive per i commercianti, abbiamo introdotto una nuova ordinanza – sottolinea il sindaco Pepa – che semplifica la ztl e favorisce lo sviluppo economico delle attività del centro storico. Un cambio di marcia necessario per attrarre più persone nel centro e renderlo un luogo di incontro e di socializzazione sempre più vivo e animato". La ztl all’interno del centro storico recanatese parte da via Falleroni (zona Duomo) per arrivare alla piazzuola del Sabato del Villaggio, di fronte a casa Leopardi e i veicoli autorizzati a passare, con un limite massimo di velocità di 30 chilometri orari, devono essere muniti di apposito contrassegno rilasciato dal comando di polizia locale.

Roberto Bartomeoli, vice sindaco e assessore alla viabilità annuncia anche che "da settembre inizieremo un’analisi approfondita sullo stato dell’arte di tutta la viabilità della città e di concerto con tecnici e cittadini studieremo un progetto di interventi da attuare, anche per il decoro urbano, per rendere Recanati sempre più vivibile".

Antonio Tubaldi