PAOLA PAGNANELLI
Cronaca

Tentata estorsione a Macerata: finisce in carcere l’imprenditore Cerolini

Deve scontare una condanna definitiva a tre anni e quattro mesi. I fatti avvenuti a Torino. L’arresto dopo la sentenza della Cassazione

L'imprenditore civitanovese Giuseppe Cerolini, titolare della Cerolini Group

L'imprenditore civitanovese Giuseppe Cerolini, titolare della Cerolini Group

Macerata, 3 luglio 2024 – Finisce in carcere l’imprenditore civitanovese Giuseppe Cerolini (nella foto). L’ordine di esecuzione è arrivato dal tribunale di Torino, per una condanna a tre anni e quattro mesi per l’accusa di tentata estorsione.

Si tratta di fatti avvenuti diversi anni fa, quando Cerolini aveva diversificato le sue attività tra bar, in particolare quelli storici come Venanzetti a Macerata, il Lido Cluana e il Caffè del Teatro a Civitanova, e poi ristoranti, impianti di rifornimento, macellerie, aziende plastiche, boutique, oltre a essere presidente della Civitanovese per un paio di anni, fino al crac nel 2017. Le sue aziende si estendevano in tutte le Marche e in diverse altre regioni italiane.

Una di queste appunto, che trattava materie plastiche, avrebbe avuto un contenzioso economico. Nel procedimento civile, Cerolini aveva ottenuto un decreto ingiuntivo esecutivo per 700mila euro, con cui poteva riscuotere la somma. Avviò dunque il pignoramento e fece anche istanza di fallimento. Poi aveva notificato l’istanza di fallimento a tutte le banche che avevano rapporti con l’azienda sua debitrice, anche con quelle che nella vicenda non c’entravano nulla. Questa mossa è stata letta come un tentativo di forzare la mano alla debitrice, per costringerla a pagare, rendendo note agli istituti di credito le sue presunte difficoltà. Ma l’azienda torinese non era in difficoltà, l’istanza di fallimento fu respinta e il gesto di Cerolini è stato considerato come un tentativo di estorsione, una pressione indebita al di là dei suoi diritti.

Il civitanovese aveva poi risarcito i piemontesi, che avevano ritirato la querela, e nel processo si era difeso dicendo che non era stata una tentata estorsione, ma al massimo una tentata truffa. I giudici invece sia in primo grado che in appello lo hanno ritenuto colpevole e condannato proprio per tentata estorsione a tre anni e quattro mesi. E lo stesso ha fatto, nelle settimane scorse, la Cassazione, respingendo il ricorso dell’imprenditore.

Divenuta definitiva quella condanna, per Cerolini è arrivato il momento di scontarla. Per questo dal tribunale di Torino è stato emesso l’ordine di carcerazione e nei giorni scorsi il civitanivese è stato accompagnato a Montacuto.

Nel 2016, sempre a luglio, Cerolini era già finito agli arresti domiciliari con l’accusa di una evasione fiscale milionaria, messa in atto con una serie di cartiere che avrebbero emesso fatture false per consentirgli di evadere le tasse. Numerosi sono stati i processi davanti al tribunale di Macerata per vicende analoghe. Per uno di questi, l’anno scorso il civitanovese è stato condannato a tre anni di reclusione. In udienza, Cerolini aveva anche fatto dichiarazioni spontanee per accusare chi aveva indagato su di lui, con affermazioni che si erano rivelate del tutto infondate. Il civitanovese si è sempre proclamato innocente, e vittima di una persecuzione giudiziaria che avrebbe compromesso le sue aziende e danneggiato le numerose persone che lavoravano per lui.