Macerata, Rosolino Michetti ha messo in fuga i ladri urlando
Macerata, Rosolino Michetti ha messo in fuga i ladri urlando

Macerata, 4 gennaio 2019 - Ha messo in fuga i ladri urlando a squarciagola. È accaduto la sera del 31 dicembre, in una villetta in via Panfilo dove vive una coppia di pensionati con il figlio. «Cosa c’è di peggio che trovarsi i ladri in casa di notte? La paura che resta, nei giorni seguenti e sempre», raccontano Rosolino Michetti, 80 anni, e Anna Maria Fratini, 72 anni, ancora scossi. A questa famiglia è toccato subire un’intrusione nell’abitazione già due volte.

Il primo colpo era andato a segno, cinque anni fa, mentre il secondo non è riuscito ai ladri, dato che il proprietario di casa ha trovato il coraggio di metterli in fuga. «La sera in questione, quella del 31 dicembre, eravamo tutti al terzo piano – ricorda Fratini –, quando ho sentito venire dei rumori dal piano in basso. A un certo punto, ho sentito suonare il campanello, per due volte. Erano all’incirca le 23.15, così ho pensato che non poteva essere venuto a trovarci qualcuno a quell’ora e ho lasciato perdere. Il suono è molto basso, ho pensato di averlo immaginato e ho lasciato correre. Tra l’altro stavo ascoltando musica, mentre aspettavo che arrivasse la mezzanotte. Dopo qualche minuto ho sentito ancora rumori, provenienti sempre dalla cucina, ma stavolta più forti. Ero terrorizzata. Mio marito dormiva, sono corsa a chiamarlo».

Michetti è stato svegliato bruscamente e, messo al corrente di quanto stava accadendo, ha iniziato a urlare: «Chi c’è a quest’ora? Fuori, fuori». Gli intrusi sono scappati. Dalla finestra al terzo piano, i proprietari di casa sono riusciti a vedere due individui, vestiti di nero, magri, che si precipitavano verso l’auto aprendo il cancelletto. Il loro mezzo era di colore scuro, non sapremmo indicare che tipo di auto fosse. Ci sono saliti al volo e sono partiti sgommando. Non sappiamo come abbiano fatto ad aprire il cancelletto, forse con una specie di chiave universale». Subito è scattata la denuncia ai carabinieri, «che sono stati velocissimi ad arrivare, nel giro di quattro minuti erano qui», sottolinea la coppia. «Solo poi, a fatto compiuto – spiega Fratini –, ho realizzato che, suonando il campanello, i ladri stavano cercando di capire se ci fosse qualcuno in casa.

«Solo dopo ci siamo resi conto di cosa avevano fatto – spiegano –, la serranda era rotta e c’era un buco nel vetro della portafinestra. Avevamo l’allarme inserito, ma quello scatta solo se l’intruso riesce a mettere piede in casa. Cinque anni fa, i ladri erano riusciti a rubare soldi e gioielli, vecchi ricordi, di valore. Il problema però non sono i danni materiali, ma quelli psicologici. È uno choc. Quando viene violata l’intimità, la sensazione di paura resta attaccata addosso. Non si riesce più a dormire. Ci vorrebbero più protezione e più controlli».