L’arbitro maceratese Juan Luca Sacchi tra i giocatori del Napoli
L’arbitro maceratese Juan Luca Sacchi tra i giocatori del Napoli

Macerata, 30 settembre 2020 - All’arbitro Juan Luca Sacchi, 35enne il prossimo 13 ottobre, effettivo alla sezione Aia di Macerata, sono rimaste particolarmente impresse le sensazioni provate il 25 maggio 2015, quando ha esordito in Serie A dirigendo Chievo Verona-Atalanta 1-1. Ma forse gli resterà più inciso, per il contingente inquinamento da coronavirus del calcio, il ricordo del proprio debutto stagionale nell’attuale campionato della massima divisione. Sacchi domenica scorsa, dopo che nella giornata precedente era stato designato come quarto uomo in Fiorentina-Torino (1-0), ha iniziato la sua recente promozione tra i direttori di gara della "Can A", con la gestione di Napoli-Genoa 6-0. Sui tre quotidiani sportivi, al suo impegno è stata attribuita la sufficienza.

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Però Napoli-Genoa non è finita col verdetto. Già per il caso del portiere rossoblù Mattia Perin, riscontrato positivo al Covid-19, la gara era cominciata alle 18 anziché alle 15. Poi, dopo la conclusione, il caso da unico si è dilatato: 14 i positivi, tra giocatori e staff del Genoa. Patemi anche al Napoli, con logica traslazione del fatto sul sestetto (arbitro, due assistenti, quarto uomo, due operativi al Var) incaricato per la direzione, la collaborazione da bordo campo e la video assistenza in cabina. Della situazione, dagli organi federali è stata subito data notizia al comparto tecnico dell’Aia, per i provvedimenti di competenza. Quindi altrettanto immediatamente pure Sacchi è stato avvertito, lui che fin da quando nell’inverno scorso si sono manifestate le prime avvisaglie dell’emergenza epidemiologica da coronavirus, ha adottato anche in famiglia residente a Macerata (lui è originario di Appignano), tutte le prescritte precauzione, accentuandole successivamente.


Certo, durante lo svolgimento di Napoli-Genoa non è entrato direttamente in contatto con i giocatori, a differenza di loro che, per intuibili contrasti e dopo la conclusione della sfida dirigendosi verso gli spogliatoi, hanno avuto un’infinità di occasioni per non poter rispettare la prescritta distanza interpersonale di almeno un metro. Per quanto riguarda Sacchi e i suoi collaboratori, l’Aia è stata esplicita: tutti loro, ognuno nelle sedi di competenza, devono sottoporsi al tampone. Sacchi, che ovviamente non è in isolamento come pure gli altri cinque, ha effettuato l’esame ieri al laboratorio di analisi del Piano ad Ancona. In serata il verdetto: negativo. In un primo momento, in attesa dell’esito, si era pensato che Sacchi dovesse rimanere in stand-by e non potesse essere designato per dirigere in A. Il verdetto di ieri sera, invece, sistema le cose, anche perché Sacchi si era già sottoposto a un test dopo la gara tra Fiorentina e Torino. Anche in quel caso l’esito era stato negativo.