In provincia l’anno scorso sono stati spesi 633 milioni di euro per il gioco d’azzardo
In provincia l’anno scorso sono stati spesi 633 milioni di euro per il gioco d’azzardo

Macerata, 29 giugno 2019 - Sono 57 i soggetti in carico al dipartimento di dipendenze patologiche dell’Area Vasta 3 di Macerata, in trattamento per «gambling», vale a dire gioco d’azzardo e dipendenza digitale. Il dato, riferito al 2018, è contenuto nel piano regionale 2019-2021 per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da gioco d’azzardo patologico (Gap) e da nuove tecnologie e social network (dipendenze digitali), approvato dalla giunta regionale. Uno strumento attraverso il quale, con un finanziamento nel triennio di 5,6 milioni che sarà ripartito tra le cinque Aree Vaste, si vuole ridurre un fenomeno sempre più preoccupante, più marcato nelle Marche rispetto alla media italiana. Le iniziative previste riguardano l’informazione e la sensibilizzazione, l’ascolto e la prevenzione, ma anche la cura e riabilitazione. I dati riferiti al volume di gioco in provincia di Macerata parlano chiaro: 469 milioni di giocato «fisico», a cui bisogna aggiungere 164 milioni di giocate telematiche, per un totale di 633 milioni l’anno. Numeri che, se riferiti alla popolazione maggiorenne, danno una media pro capite di 1.754 euro l’anno per il giocato «fisico» e di 615 euro per le giocate telematiche. Si gioca soprattutto, nell’ordine, a «Gratta & Vinci», Lotto, Superenalotto, scommesse sportive, 10 e lotto/Win for life, Bingo, slot machine, scommesse virtuali, poker texano, totocalcio e videolotterie. Quando si gioca on line, si usano soprattutto lo smartphone o il tablet, meno il pc. Per quanto riguarda le slot, Awp (Amusement with prizes) e Vlt (Video lottery terminal), in provincia risultano in esercizio ben 1.387 apparecchi.

Nello specifico, le sale Vlt (Video lottery terminal) contano 355 apparecchi (simili alle altre slot machine, ma con modalità di gioco più evolute), il numero più alto delle Marche, pari a 1,3 apparecchi ogni mille abitanti. Quando si gioca on line, sul luogo, si scelgono in particolare bar, tabaccherie e pub (il 67%), poi casa propria o di amici (il 22%, e qui si inserisce l’on line, difficile da verificare e controllare), sale scommesse, sale bingo, casinò, sale giochi, circoli ricreativi. Il fenomeno riguarda un po’ tutte le fasce di età, giovani e anziani. Per quanto riguarda questi ultimi, la fascia oltre i 65 anni è spesso a rischio, specie se si è in presenza di persone con una bassa pensione. Queste, nell’illusione di incrementare un reddito pure modesto, spesso si rovinano proprio mediante il gioco.