"I servizi sono del Comune Si tratta solo di appaltare"

Il sindaco Sclavi risponde alle critiche del centro destra su asili nido e mense: "Non esternalizziamo e non vendiamo, manteniamo la titolarità della gestione" .

"I servizi sono del Comune  Si tratta solo di appaltare"

"I servizi sono del Comune Si tratta solo di appaltare"

di Lucia Gentili

"Noi non esternalizziamo e non vendiamo, ma appaltiamo il servizio di ristorazione e il servizio educativo mantenendo la titolarità della gestione e il controllo dello stesso affinché il Comune possa utilizzare tutte le sue risorse per gestire ad un livello superiore chi ha le competenze e la preparazione adeguata per organizzare con omogeneità servizio e personale". L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Mauro Sclavi, replica alle forze di centrodestra, che l’ha accusata di esternalizzare anche il servizio degli asili nido. "La scelta è stata condivisa con il personale del Comune, rassicurando il mantenimento del rapporto contrattuale con l’ente, e con il personale della cooperativa attualmente presente, che verranno assorbiti dalla nuova cooperativa, qualsiasi essa sarà ad aggiudicarsi il bando – prosegue l’amministrazione –. Il personale avrà come riferimento un coordinamento in cui il Comune sarà sempre presente e vigilerà attentamente. Il servizio è del Comune e rimane pubblico (a differenza di quanto suggerito dalla minoranza di centrodestra, che ci consigliava di darlo in concessione all’Asp che ne sarebbe diventata titolare con capacità decisionale di controllo e di scelta su ogni aspetto). Noi continuiamo a mantenere il controllo pubblico sul servizio e la titolarità, ma ci avvaliamo di una ditta o cooperativa che per competenza e risorse è in grado di offrire standard elevati". Il sindaco ribadisce quali sono gli obiettivi: "Innanzitutto mantenere, anzi aumentare, la qualità dei servizi, ma senza sprechi e soprattutto in base a competenze e capacità gestionali. Il servizio mensa ha subìto con il nuovo appalto delle derrate alimentari, in base ai criteri dettati dalla legge, un aumento delle materie prime del 30% (circa 100.000 euro) che l’ente ha dovuto assorbire, pur non avendo una grande disponibilità economica di bilancio e non volendo gravare sulle tasche dei cittadini con aumenti di rette e buoni pasto. Per fronteggiare tutto ciò, mirando ad un aumento della qualità dei servizi, non possiamo più esimerci dalla responsabilità di ricorrere ad una più efficiente combinazione dei fattori gestionali affidando l’organizzazione del servizio a una ditta esterna, che dovrà necessariamente rispondere a criteri molto severi di gestione e controllo dell’ente stesso. Questi attacchi di una parte della minoranza nulla hanno a che vedere con un confronto sano e costruttivo per la città, ma sono intrisi di slogan con il solo scopo di fare terrorismo psicologico".