Cristiano Venturini, amministratore delegato di iGuzzini illuminazione
Cristiano Venturini, amministratore delegato di iGuzzini illuminazione

Recanati (Macerata), 30 settembre 2021 - Sarà l'assemblea dei lavoratori, convocata il 5 ottobre a decidere la risposta all'apertura della procedura di mobilità annunciata dalla storica azienda iGuzzini Illuminazione di Recanati che annuncia il licenziamento collettivo di 103 dipendenti, di cui 82 nel settore impiegatizio e il resto fra gli operai. La decisione è stata comunicata con un lettera giunta in questi giorni alle organizzazioni sindacali territoriali e all’assessorato regionale alle Politiche del lavoro.

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Marco Bracalente, della Filctem Cgil Macerata chiede la "revoca della procedura e apertura di un tavolo negoziale, magari valutando il ricorso ad altri ammortizzatori sociali". Per l'azienda di Recanati, "c'era una prospettiva di ammortizzatori sociali covid sino alla fine dell'anno" dice Bracalente, scenario comunque non incompatibile con la decisione di procedere ai licenziamenti collettivi.

Solo due mesi fa l’azienda – oggi interamente di proprietà del Gruppo svedese Fagerhult e da agosto senza più nessun componente della storica famiglia Guzzini nel suo cda dopo l’uscita sia di Adolfo, allora presidente emerito, che di suo figlio Massimiliano, vicepresidente e Chief marketing officer, - annunciava l’acquisizione di tutte le azioni di Sistemalux Inc. con sede a Montreal, in Canada, rafforzando così ulteriormente la sua presenza e quella del Gruppo Fagerhult in Nord America.

"Nonostante le sfide e l’elevata aleatorietà del momento – affermava Cristiano Venturini, Ceo di iGuzzini illuminazione – non abbiamo esitato a continuare ad investire, per perseguire nuove evoluzioni tecnologiche e nuovi prodotti innovativi, e ad espandere la presenza sui mercati internazionali, migliorando la capacità di penetrazione di questo importante mercato caratterizzato da alta stima di crescita".

Due mesi dopo, invece, ecco la costatazione che il fatturato sta pian piano diminuendo passando dai 238 milioni di euro del 2019 ai 190 del 2020 e presumibilmente ai 200 di quest’anno con un calo del 16% rispetto al 2019 che, in termini di soldi, significa circa 40 milioni in meno di ricavi. Già dal marzo dell’anno scorso era stata attivata la Cassa Integrazione che ormai non è più prorogabile viste le sofferenze dell’azienda, poi sono stati azzerati i contratti a termine e mandati a casa gli apprendisti, ma sembra che ormai neanche tutto questo sia sufficiente per rimettere in linea fatturato e piano economico e da qui la scelta di una cura dimagrante a carico dei lavoratori che oggi nell’azienda sono 736.

Nel 2020 iGuzzini ha venduto l’82% della propria produzione all’estero, mentre in Italia le vendite rappresentano il 18% e il fatturato è determinato per il 55% dalle soluzioni da interni e per il 45% da quelle per esterni. La pandemia, però, ha colpito pesantemente alcuni mercati e settori produttivi e anche se l’azienda opera principalmente a livello internazionale ha risentito, e non poco, della forte crisi in atto sia in termini di ordinativi che di fatturato.