Il caso insegnanti di sostegno: "Rivedere subito il provvedimento"

La deputata Dem Manzi dopo che il rettore di Unimc ha rilanciato l’allarme sulla formazione dei prof

Il caso insegnanti di sostegno: "Rivedere subito il provvedimento"

Il caso insegnanti di sostegno: "Rivedere subito il provvedimento"

"L’università di Macerata si è unita alle osservazioni avanzate dalla Società italiana di pedagogia speciale (Sipes) in merito alle misure varate dal governo a proposito dei percorsi formativi per i docenti di sostegno all’interno del decreto sport e scuola attualmente all’esame della Camera. Si tratta di percorsi paralleli a quelli universitari che rischiano di minare la qualità della formazione e l’inclusione degli alunni con disabilità".

Sono le parole di Irene Manzi, deputata del Pd, in merito alla presa di posizione di Unimc sulla formazione degli insegnanti di sostegno. "Condividiamo profondamente questa analisi – aggiunge Manzi –. Si tratta dell’ennesimo decreto omnibus con misure emergenziali e parziali che avrebbero potuto essere collocate in una cornice più ampia di confronto e approfondimento. In particolare, siamo molto preoccupati per ciò che riguarda la previsione di ulteriori percorsi formativi temporanei per il sostegno, paralleli a quelli universitari, rivolti a specifiche categorie di insegnanti rischia di creare disparità di trattamento, confusione e di trasmettere soprattutto un messaggio sbagliato. Come se la formazione dei docenti, ancor più in un ambito così importante e delicato come il sostegno, sia una pratica formale da sbrigare, un elenco da acquisire e nulla di più. Pur sapendo che ci sono tante criticità determinate dalla carenza di docenti di sostegno, dallo squilibrio territoriale esistente nell’avvio dei percorsi formativi, dall’annoso problema del riconoscimento dei titoli esteri di sostegno, riteniamo che non si possano prendere scorciatoie ma si debba partire dagli organici relativi al sostegno".

Manzi conclude sottolineando che "il Ministero che tanto ideologicamente ha il merito nel suo nome, crea così procedure parziali e imperfette. Il nostro auspicio è che l’esame in commissione del provvedimento sia esaustivo, approfondito, aperto a quel confronto reale e non di maniera con gli esperti, i sindacati, le associazioni che finora il governo ha omesso per far sì che concretamente si correggano le evidenti storture contenute nel provvedimento e si affrontino i nodi reali che ci sono".