di Lorena Cellini "Mi sequestrano beni e soldi per novemila euro ancora prima di essere, eventualmente, rinviato a giudizio e prima ancora di essere, eventualmente, condannato". Poche parole da parte di Andrea Mei e affidate al suo profilo Facebook – dove sta ricevendo dimostrazioni di solidarietà – per commentare l’inchiesta della Guardia di Finanza di Civitanova sui fondi post sisma del 2016 e che lo vede coinvolto in qualità di titolare dell’hotel Velus con l’accusa di aver indebitamente percepito contributi ai danni dello Stato. Non vuole dire altro Mei e insieme ai suoi avvocati – Chiara Morresi e Simone Santoro – annuncia presto chiarimenti per...

di Lorena Cellini

"Mi sequestrano beni e soldi per novemila euro ancora prima di essere, eventualmente, rinviato a giudizio e prima ancora di essere, eventualmente, condannato". Poche parole da parte di Andrea Mei e affidate al suo profilo Facebook – dove sta ricevendo dimostrazioni di solidarietà – per commentare l’inchiesta della Guardia di Finanza di Civitanova sui fondi post sisma del 2016 e che lo vede coinvolto in qualità di titolare dell’hotel Velus con l’accusa di aver indebitamente percepito contributi ai danni dello Stato. Non vuole dire altro Mei e insieme ai suoi avvocati – Chiara Morresi e Simone Santoro – annuncia presto chiarimenti per dimostrare di avere la contabilità a posto in merito alle contestazioni che gli vengono mosse e che riguardano la gestione dell’ospitalità agli sfollati del sisma che nel 2016 colpì il centro Italia e in particolare le Marche. In quei giorni la sua struttura ospitò una trentina di terremotati, molti anziani, e tutti residenti nel Comune di Castelsantangelo sul Nera, gente che era rimasta senza casa e che nell’hotel civitanovese trascorse quasi un anno, trovando un tetto e soprattutto una calorosa accoglienza. Ospitalità disciplinata da una convenzione che gli albergatori che si offrirono di accogliere quella povera gente firmarono con la Regione per il rimborso del vitto e dell’alloggio. Su quanto è stato erogato in termini di pasti al Velus, e quanto effettivamente percepito, ha indagato le Fiamme gialle. Sono 500 i pasti contestati a Mei, una partita del valore di 9.000 euro. La Guardia di Finanza lo ha denunciato e la Procura delle Repubblica ha chiesto e ottenuto dal Gip presso il Tribunale di Macerata l’emissione di un decreto finalizzato alla confisca della somma e al sequestro di due auto, una di proprietà e una nella disponibilità dell’albergatore che ha affidato la sua difesa agli avvocati Chiara Morresi e Simone Santoro per dimostrare la regolarità dell’attività svolta.

"Le valutazioni che stiamo facendo – premette l’avvocato Morresi – non tengono conto di tutti gli atti di indagine e appena li avremo visionati nella loro interezza faremo gli opportuni chiarimenti. E’ l’interpretazione che gli inquirenti danno della convenzione stipulata tra la Regione e il privato, per il servizio da questi erogato in trattamento di pensione completa ai terremotati, che non condividiamo". "Stiamo parlando – aggiunge la Morresi – di una minima parte rispetto all’ammontare della somma per i pasti erogati, che è molto più alto. Contiamo di chiarire tutto con gli inquirenti al più presto".

Stefano Mei è consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Civitanova e nel 2017 per i grillini è stato anche candidato sindaco. Quando il terremoto colpì l’entroterra maceratese fu tra quegli albergatori che misero la loro struttura subito a disposizione per accogliere gli sfollati che al Velus dormivano e mangiavano ma che, per un breve periodo, hanno consumato i pasti in un ristorante esterno, sul lungomare nord, e che Mei ha pagato per il servizio offerto. L’inchiesta della Guardia di Finanza parte con tutta probabilità da una interrogazione che nel febbraio del 2019 presentò in Regione l’allora consigliere, ex grillino, Sandro Bisonni per chiedere la documentazione presentata dall’hotel Velus in merito al rimborso pasti serviti ai terremotati.