di Chiara Sentimenti Ha seguito passo passo l’evoluzione del Coronavirus in città, in prima linea nel promuovere lo screening di massa e tra i primi medici a vaccinarsi all’inizio del mese di gennaio. Ma ora anche il dottor Giordano Ripa, dirigente medico dell’unità operativa di medicina generale e consigliere comunale con delega alla sanità, ha dovuto arrendersi alla pandemia ed è risultato positivo all’ultimo tampone, effettuato lunedì. Da quel momento, è in isolamento in casa. Secondo quanto ricostruito dal medico, il contagio potrebbe essere avvenuto tra la fine del 2020 e l’inizio del nuovo anno. "Il 4...

di Chiara Sentimenti

Ha seguito passo passo l’evoluzione del Coronavirus in città, in prima linea nel promuovere lo screening di massa e tra i primi medici a vaccinarsi all’inizio del mese di gennaio. Ma ora anche il dottor Giordano Ripa, dirigente medico dell’unità operativa di medicina generale e consigliere comunale con delega alla sanità, ha dovuto arrendersi alla pandemia ed è risultato positivo all’ultimo tampone, effettuato lunedì. Da quel momento, è in isolamento in casa. Secondo quanto ricostruito dal medico, il contagio potrebbe essere avvenuto tra la fine del 2020 e l’inizio del nuovo anno. "Il 4 gennaio, ho effettuato prima un tampone, risultato negativo, e poi mi sono sottoposto alla vaccinazione – spiega il medico –. Con sufficiente ragionevolezza, posso pensare che in quella data ero già stato contagiato, ma l’infezione era ancora in incubazione, tant’è vero che a distanza di tre o quattro giorni sono comparsi i primi sintomi". Dolori articolari e muscolari, mal di testa, mal di gola, una leggera febbre, ma soprattutto una profonda stanchezza mai provata prima, infatti, hanno messo in allarme il medico, il quale ha deciso di rifare il tampone, che questa volta ha dato l’esito che nessuno vorrebbe vedere. "Alla sfortuna di avere contratto la malattia a ridosso dalla vaccinazione – aggiunge Ripa –, si unisce la razionale consapevolezza di avere una seppur relativa e parziale copertura conseguente all’attivazione del sistema degli anticorpi, dovuta proprio alla prima infusione del vaccino". La positività del dottor Ripa ha acceso il campanello di allarme anche all’interno del Comune di Macerata, ma nelle ultime settimane non ci sono stati più contatti diretti tra il medico e la struttura o la giunta comunale, perché tutti gli incontri sono stati svolti o in videoconferenza o nel rispetto delle norme anti contagio. Tuttavia, per precauzione, sono stati effettuati dei tamponi al personale che poteva avere avuto dei contatti (seppure a distanza e con la mascherina) con il medico, e nessun è stato trovato positivo. "Nella nostra realtà ospedaliera, nel momento in cui si sono verificati focolai in alcuni reparti, sia la direzione medica ospedaliera, che la direzione dell’Area Vasta 3 e quella Asur, hanno prontamente circoscritto il focolaio, provvedendo all’immediato trasferimento nei reparti Covid-19 dei soggetti positivi – dice ancora il medico –. Si è inoltre proceduto all’esecuzione del tampone al personale sanitario e a tutti i ricoverati per identificare l’estensione del contagio, al trasferimento dei soggetti positivi nelle strutture Covid-19 e alla chiusura temporanea del reparto per la sanificazione e la successiva riapertura". Da medico, però, Ripa non può che ricordare l’importanza di attenersi al rispetto delle regole, senza mai abbassare la guardia. "Colgo l’occasione per ribadire la scrupolosa osservazione di tutte le regole anti contagio, fino a quando non sarà avvenuta la vaccinazione di massa della popolazione – conclude Ripa –, che ritengo sia l’arma essenziale per sconfiggere la pandemia portata dal Coronavirus.