FRANCO VEROLI
Cronaca

Il futuro dell’acqua tra proteste e rinvii. Ultimatum di Gentiluccui: l’8 agosto si chiude

L’assemblea dell’Aato 3 finisce con un nulla di fatto. Fuori dalla Provincia la rabbia del Coordinamento in difesa della risorsa idrica

Il futuro dell’acqua tra proteste e rinvii. Ultimatum di Gentiluccui: l’8 agosto si chiude

Il futuro dell’acqua tra proteste e rinvii. Ultimatum di Gentiluccui: l’8 agosto si chiude

Avevano i loro motivi di protestare i rappresentanti del Coordinamento marchigiano dei movimenti per l’acqua bene comune che, ieri mattina, si sono presentati davanti alla sede della Provincia a Piediripa per far pressione sui sindaci allo scopo di evitare che l’acqua del maceratese venga messa sul mercato e la gestione del servizio finisca in mani private. L’ennesima assemblea dell’Aato 3, convocata per le 11 di ieri per discutere del gestore unico, infatti, si è risolta nell’ennesimo nulla di fatto. Nella precedente riunione di aprile era stato dato mandato ai tecnici delle attuali società di gestione di confrontarsi per cercare un punto di caduta tra la società interamente pubblica presentata dal primo cittadino di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, e la società mista (Comuni più gli attuali gestori) perorata dal sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli.

Rispetto a due mesi fa ci sono stati incontri ma, evidentemente, sono serviti a poco, visto che ieri i consulenti, anche un po’ imbarazzati, visto che di fatto non c’era nulla di nuovo da dire, si sono confrontati duramente, a dare il senso che una soluzione condivisa da sottoporre ai sindaci è ancora di là da venire. Insomma, restano due proposte e due pareri: la società mista, che però non rispetterebbe le norme e che non reggerebbe alla prima verifica, per poter continuare l’affidamento in house, soprattutto per la presenza del socio privato in Astea, e perché non garantirebbe l’unicità del servizio; e la società interamente pubblica, che sarebbe conforme alle norme, ma potrebbe creare seri problemi sul fronte finanziario mettendo in difficoltà le attuali società che, cedendo il loro ramo idrico nelle mani del gestore unico, avrebbero serie difficoltà sui loro assett, con effetti a cascata sul volume d’attività e sulla occupazione. Tra l’altro va tenuto conto del fatto che le elezioni amministrative hanno portato nuovi sindaci, in particolare a Osimo e Recanati, città di peso nell’ambito dell’Aato e di riferimento per Astea.

Come si orienteranno i nuovi primi cittadini? Di certo il presidente dell’Aato, Alessandro Gentilucci, a dir poco irritato, non ha alcuna intenzione di assistere ulteriormente a questa situazione di stallo. E lancia un ultimatum. "La sintesi non è arrivata. I tavoli tecnici devono verificare quanto prima se ci siano le condizioni per arrivare ad una proposta condivisa", afferma. "Ho dato mandato al direttore Massimo Principi – prosegue - di tenere settimanalmente informati i sindaci il 15, il 22 e il 29 luglio sull’evolversi della situazione. L’obiettivo è arrivare a una soluzione che soddisfi le diverse esigenze che possa avere il via libera entro il primo agosto. Se questo non dovesse accadere, l’8 agosto in assemblea chiederò di votare le due proposte. Vedremo quale prevarrà. Di certo ognuno dovrà assumersi la propria responsabilità".

Gentilucci ha anche detto che se qualcuno non condivide questa tempistica, può farsi avanti e chiedere di sfiduciare lo stesso presidente. Vedremo. Il dato oggettivo è che l’anno scorso, di questi tempi, si facevano – più o meno – gli stessi ragionamenti. Ora, però, alla scadenza della concessione (2025) resta un tempo ancora più ridotto.