LORENZO MONACHESI
Cronaca

Il liutaio Roberto Fontanot: "Da Pino Daniele a Steve Vai, strumenti per i big della musica"

Il maestro friuliano si è trasferito a Montelupone per collaborare con la Eko di Recanati "Sono la persona che costringe gli alberi a diventare una chitarra, un basso o un ukulele".

Il liutaio Roberto Fontanot: "Da Pino Daniele a Steve Vai, strumenti per i big della musica"

Il liutaio Roberto Fontanot: "Da Pino Daniele a Steve Vai, strumenti per i big della musica"

"Sono un liutaio, la persona che costringe gli alberi a diventare strumenti musicali". Roberto Fontanot, friulano di sessant’anni, ha questa abilità: dategli un pezzo di legno ed ecco che prende vita una chitarra, un basso, un ukulele, strumenti spesso suonati da grandi firme come Steve Vai, Ron, dai Pooh, Pino Daniele e altri ancora.

Fontanot, cosa l’ha portata a Montelupone dal suo Friuli?

"Qui c’è la Eko, una storica azienda, con cui collaboro e dove seguo la ricerca, lo sviluppo, la produzione e il controllo qualità. Poi porto avanti una mia attività artigianale".

Va bene qualsiasi tipo di legno per le sue opere?

"In Italia siamo fortunati, l’abete delle Alpi è il migliore per le tavole armoniche. Io giro ancora in montagna alla ricerca di questo materiale, lo seleziono perché ci sono tante piante ma poche con le caratteristiche ideali".

Generalmente quanto tempo impiega per trasformare un pezzo di legno in una chitarra?

"Dipende dal progetto. Un conto è la produzione con la Eko dove si pensano e progettano per quantitativi significativi, un altro discorso è per gli strumenti su misura, cioè per pezzi unici che poi possono essere arricchiti da finiture. Diciamo che occorrono da due mesi in su".

Quanti passaggi servono per fare una chitarra?

"Duecento".

Qual è stata la sua più grande soddisfazione?

"Sono tante. Per esempio ho lavorato con grandi musicisti e poi sento la responsabilità perché un buono strumento può fare sbocciare definitivamente in un giovane l’amore e spingerlo a studiarlo, ad approfondirlo".

Quali sono gli ingredienti per un ottimo strumento musicale?

"Non c’è una regola universale, lo stesso discorso può essere fatto per le auto: c’è quella per la Formula Uno, l’altra è ideale per il fuoristrada e l’altra ancora per la famiglia".

Lei è anche un apprezzato chef, anche nel suo lavoro come in cucina sono fondamentali le materie prime?

"Fanno la differenza. Se facciamo una pizza, parte nettamente avvantaggiato chi ci mette la mozzarella di bufala e il pomodoro migliore".

È mai stato chiamato da un musicista impegnato in un tour che aveva dei problemi con lo strumento?

"È successo ed è normale. Nei vari tour i musicisti si appoggiano su strutture e io ho fatto due tour mondiali con Steve Vai".

Quanto è importante recuperare certi strumenti e dare loro una nuova vita?

"Ora il consumismo sta spingendo il mondo ad acquistare piuttosto che a riparare. Gli strumenti hanno bisogno di manutenzione ed è bellissimo metterli a punto, ridare loro una nuova esistenza e consegnarli alle future generazioni".

Qual è la reazione quando li restituisce rimessi a nuovo?

"Meraviglia. Mi è capitato di musicisti che mi portavano i loro strumenti come se fossi l’ultima spiaggia e si pentivano di aver venduto in passato quelli a cui erano affezionati. È successo che qualcuno li abbia ricomprati e me li abbia portati perché li aggiustassi".

Le è mai capitata tra le mani una chitarra che rappresenta un’icona?

"Per una perizia ho avuto una chitarra di Stevie Ray Vaughan e una di Jimy Hendrix del valore di 500mila euro. Sono oggetti irraggiungibili e averle tra le mani è stata una grande emozione".

Quanti anni ha collaborato con Pino Daniele?

"Diciotto. Un tempo che mi ha segnato e proprio l’altro giorno, durante la visita di un cliente, ho sentito una canzone di Pino e mi sono commosso".

Anche Carmen Consoli si è rivolta a lei.

"Le ho realizzato un battipenna con la lava dell’Etna".

Qual è un suo sogno?

"Riportare la produzione in Italia e lo sto esaudendo, la grande produzione è in Cina".

Ci pensa che fra anni le sue creazioni continueranno a emozionare musicisti e ascoltatori?

"All’inizio non mi è mai venuto in mente, poi ho pensato che in futuro ci saranno altri musicisti a suonare i miei strumenti e ho provato una sensazione fortissima, perché resta qualcosa di me. Così come tanti artisti mi chiamano dopo avere scritto una canzone dicendomi che ci sono un po’ pure io".