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13 mag 2022

"Il nipote Enea non l’ha mai sfiorata e ai giudici racconterà tutto"

L’avvocato Romagnoli: non c’è mai stata alcuna aggressione alla nonna da parte sua

"Il quadro è più complesso di quanto emerso finora. Chi davvero era in quella casa, chi conosceva direttamente la situazione e i familiari deve ancora essere sentito. E anche Enea dirà come stavano le cose". Annunciando che il nipote di Rosina Carsetti si sottoporrà a un lungo esame, nell’udienza in programma il 30 giugno, l’avvocato Valentina Romagnoli prende le distanze da quanto descritto finora dai testimoni dell’accusa. "Lei si lamentava con le sue amiche, ma i suoi discorsi erano autoreferenziali. La famiglia aveva difficoltà economiche, le Jeep che avevano erano state prese in leasing e infatti non le hanno più", dice il difensore, sorvolando sul fatto che una persona a corto di soldi in genere guida una utilitaria a metano, non un grosso fuoristrada. Enea Simonetti, è questa la linea difensiva, non era in casa al momento dell’omicidio. I difensori insistono molto sul fatto che l’anziana non si curasse delle condizioni economiche della famiglia, che non cucinasse, che si fosse isolata dormendo sul divano, che fosse ostile alla doverosa manutenzione della sua casa: ma tutto questo non potrebbe essere in qualche modo anche un movente? "Al massimo, Enea può essere accusato di concorso in simulazione di rapina, ma dell’omicidio non sapeva niente – spiega ancora l’avvocato Valentina Romagnoli –. Non ha mai sfiorato la nonna con un dito, non c’è mai stata alcuna aggressione alla nonna da parte sua. Battibecchi ci sono stati, ma in quale famiglia non ce ne sono. Finora non è stato sentito ancora nessuno che stesse in casa con loro, come i familiari che invece verranno a testimoniare chiamati dalla difesa, persone che conoscevano tutti da sempre, e avranno una visione diversa". L’esame dei testimoni della difesa inizierà nel mese di settembre. "Intanto, sia nella scorsa udienza che in quella di ieri abbiamo sentito persone che spesso non ricordavano bene – commenta l’avvocato Olindo Dionisi, che difende Arianna Orazi, la figlia di Rosina Carsetti –, alle quali il pubblico ministero ha dovuto rileggere che cosa avessero dichiarato ai carabinieri durante le indagini. Molti, inoltre, hanno fatto capire che alcune cose le avevano lette nei giornali o sentite dalla televisione".

Paola Pagnanelli

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