Una boa oceanografica è stata immersa nei giorni scorsi nel tratto di mare tra Porto Recanati e Porto Potenza, per studiare e valorizzare la barriera artificiale che è stata realizzata nel 2001 dalla Regione con lo scopo del ripopolamento ittico e protezione della fascia costiera dalle attività...

Una boa oceanografica è stata immersa nei giorni scorsi nel tratto di mare tra Porto Recanati e Porto Potenza, per studiare e valorizzare la barriera artificiale che è stata realizzata nel 2001 dalla Regione con lo scopo del ripopolamento ittico e protezione della fascia costiera dalle attività di pesca a traino illegali. Prosegue così il progetto Adrireef, che vede tra i partner il Cnr-Irbim di Ancona, con l’obiettivo di mappare le barriere rocciose sommerse presenti nell’Adriatico per individuare quelle utilizzabili per scopi economici e definire le linee guida per lo sviluppo di attività imprenditoriali sostenibili. L’acquacoltura, la pesca artigianale e il turismo sono settori che il progetto Adrireef punta a valorizzare. Il posizionamento della boa va in questa direzione.

È dotata di una centralina meteo, in grado di rilevare velocità e direzione del vento, temperatura dell’aria e pressione atmosferica. I sensori posizionati nella parte sommersa della boa misureranno la temperatura dell’acqua, a circa 3 metri e mezzo dalla superficie, la salinità, l’ossigeno disciolto e la torbidità. Saranno registrate, inoltre, anche intensità e direzione delle correnti lungo la colonna d’acqua. La boa è pure dotata di pannelli solari e di un sistema di trasmissione in tempo reale dei dati raccolti, che verranno resi disponibili sul sito in fase di costruzione http:Gr.irbim.cnr.itadrireef per agevolare tutti coloro che vorranno svolgere attività subacquea o altre attività turistiche nella zona.