Violenza sessuale

Montecassiano, 16 maggio 2018 - Una reazione violentissima avrebbe avuto un imprenditore montecassianese di 47 anni, quando la moglie gli aveva detto che voleva lasciarlo. Una serie di comportamenti estremi, per i quali lui venne arrestato dopo la denuncia, e per i quali ora è sotto processo con le accuse di violenza sessuale, minaccia, lesioni, maltrattamenti in famiglia, rapina e violazione di domicilio. A raccontare quei fatti, che sarebbero avvenuti tra il 2016 e il 2017, è stata la donna, ieri pomeriggio in tribunale a Macerata. Davanti alla corte presieduta da Claudio Bonifazi, la donna ha ripercorso la vicenda, esplosa in seguito a una relazione extraconiugale di lei. I due poi avrebbero tentato di salvare il matrimonio, senza però riuscirci: lei aveva deciso di separarsi.

L’imprenditore allora avrebbe perso il controllo, e avrebbe iniziato a perseguitarla con scenate e aggressioni verbali e fisiche. 
La donna ha raccontato di essere stata chiusa in camera, minacciata e coperta di insulti, perché lui voleva le rivelasse il codice per sbloccare il suo cellulare: sarebbe arrivato a stringerle le dita dicendo che gliele avrebbe tagliate con le forbici. Oppure le avrebbe puntato il coltello alla gola. In un’altra occasione, sarebbe stata picchiata perché era arrivata al suo cellulare una chiamata anonima: lui avrebbe pensato al rivale, e invece era il servizio clienti di una ditta di surgelati.


Un’altra volta, il montecassianese avrebbe provato a costringerla ad avere dei rapporti sessuali, dopo essere entrato nella casa dove lei era fuggita con il figlio. Dopo mesi di botte, minacce e persecuzioni, la donna si era rivolta ai carabinieri. Dopo le indagini, lui è finito sotto processo con il giudizio immediato. Dopo aver sentito la sua deposizione, i giudici hanno rinviato il processo a giugno, per gli altri testimoni. L’imputato è difeso dall’avvocato Sargenti; la ex moglie si è costituita parte civile con l’avvocato Roberta Ippoliti.