Uno ha ammesso le proprie responsabilità, l’altro ha negato tutto. Ma restano comunque in carcere Badr Lahlali, 29enne domiciliato in zona, e Elmouloudi Belaidi, 38, residente a Cantù, i due marocchini arrestati venerdì sera a Trodica di Morrovalle con oltre tre chili di hashish in auto. A fermarli era stata un’operazione...

Uno ha ammesso le proprie responsabilità, l’altro ha negato tutto. Ma restano comunque in carcere Badr Lahlali, 29enne domiciliato in zona, e Elmouloudi Belaidi, 38, residente a Cantù, i due marocchini arrestati venerdì sera a Trodica di Morrovalle con oltre tre chili di hashish in auto. A fermarli era stata un’operazione congiunta messa in campo dalla Volante e dalla Squadra mobile. Gli agenti, coordinati dai commissari Emanuele Ciccarelli e Fabio Tarquini, avevano aspettato i due alla rotatoria. I nordafricani avevano tentato la fuga e si erano anche scagliati con pugni e calci contro i poliziotti, tanto che il commissario Tarquini alla fine ha avuto una prognosi di un mese per le lesioni subite. Nell’udienza di convalida, davanti al giudice per le indagini preliminari Claudio Bonifazi, i due, assistiti dall’avvocato Giuliano Giordani, hanno dato la loro versione dei fatti. Hanno detto di essersi conosciuti alla festa dell’agnello, una ricorrenza islamica, il 20 luglio. Poi Belaidi era tornato a passare un fine settimana da Lahlali. Quest’ultimo si è assunto ogni responsabilità per lo spaccio, ha detto di aver avuto da un uomo l’incarico di consegnare l’hashish, in cambio ci avrebbe guadagnato 3-400 euro. Arrivati dalla persona che doveva prendere la droga, gli sarebbe stato chiesto di portarla a un altro, e poco dopo essere ripartiti erano stati fermati dalla polizia. Belaidi ha detto di non sapere nulla dello spaccio, avrebbe dato un passaggio all’amico, ma lui non avrebbe avuto idea di cosa ci fosse nella borsa. Il giudice ha disposto che restino in carcere, in attesa di ulteriori indagini della polizia.