Il 25enne inglese Sam Kourosh Demilecamps
Il 25enne inglese Sam Kourosh Demilecamps

Macerata, 18 ottobre 2021 - Durante il sequestro, il turista inglese sarebbe stato trasferito per un giorno da Monte San Giusto a Civitanova, nella casa di un blogger civitanovese, il cui ruolo però è ancora da chiarire. È stato Sam Kourosh Demilecamps a specificare anche questo episodio ai carabinieri, quando lo hanno sentito poco dopo la liberazione. Il 25enne inglese ha spiegato di essere stato sequestrato il 6 ottobre a Firenze, con una specie di agguato ordito da un ragazzo conosciuto a Bologna e di origini fermane.

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Mentre era con questo conoscente, sarebbero arrivati Rubens Gnaga, neo diciottenne che vive a Monte San Giusto, e i montegranaresi Ahmed Rajraji, 21enne nato in Marocco ma da anni in Italia, e Dona Conte, 22enne. I tre lo avrebbero picchiato, caricato in auto e portato a Monte San Giusto, nell’appartamento dove abita Gnaga quasi sempre da solo, visto che il padre è spessissimo fuori per lavoro; a loro, a detta del ragazzo, si sarebbe aggiunta anche Aurora Carpani, 20enne montegranarese.

L’8 ottobre, però, il gruppo avrebbe deciso di spostarlo. Di notte, l’inglese era stato bendato e fatto salire in auto, e dopo pochi minuti sarebbero arrivati a un appartamento. Demilecamps avrebbe riconosciuto quella casa: era di un altro ragazzo conosciuto quando era stato a Civitanova, un giovane di cui sapeva soltanto il soprannome, il numero di cellulare e il fatto che fosse un blogger su YouTube. A giugno, infatti, il civitanovese lo avrebbe invitato a casa sua, così il 25enne l’avrebbe riconosciuta, entrando lì.

Durante il suo sequestro a Civitanova, Demilecamps non avrebbe mai rivisto quel civitanovese, e in casa sarebbe entrato grazie al fatto che Rajraji aveva le chiavi dell’abitazione. Dopo un giorno lì, infine, sarebbe stato riportato nell’appartamento di Monte San Giusto, e chiuso in casa fino all’arrivo dei carabinieri. Il britannico ha fornito il numero di cellulare del civitanovese ai militari, che potranno sentire anche lui per avere qualche riscontro ulteriore sulla versione del turista sequestrato. Il 25enne, intanto, in questi giorni è rimasto sempre in città, anche per vedere se la Procura potesse avere bisogno di sentirlo di nuovo. Ha trascorso le serate nei locali del centro, raccontando agli avventori che cosa gli sarebbe accaduto, socievole e disponibile.

Ma a questo punto potrebbe anche lasciare la città e l’Italia. Le indagini sono ancora in corso, per ricostruire la vicenda ancora con tanti punti oscuri. I quattro ragazzi accusati del sequestro hanno respinto le accuse, assicurando di aver soltanto tentato di farsi restituire i soldi prestati al turista, la scorsa estate.